9 Marzo 2017

L’app di Parma non spreca è pronta. Venti i ristoratori coinvolti

L’app di Parma non spreca è pronta. Venti i ristoratori coinvolti

Al via il recupero degli alimenti in eccedenza. Quindici volontari attivi per il ritiro in tre fasce orarie. Il cibo andrà alle mense dei poveri e agli empori solidali


Al via la sperimentazione dell’App Parma non spreca. Dopo il periodo di reclutamento dei volontari e delle realtà aderenti, ora l’applicazione entra nel pieno dell’operatività. Un’esperienza di tecnologia solidale a km 0, che ha l’obiettivo di ridurre gli sprechi di cibo, recuperando le eccedenze alimentari che restano ogni giorno sui banconi degli esercizi commerciali. Cibi ancora ottimi da consumare, che non sempre possono essere venduti il giorno dopo e che possono essere donati a chi ha bisogno.

«Partiamo con i recuperi – spiega Clelia Bergonzani di Forum Solidarietà -, sarà una fase di sperimentazione che durerà qualche settimana, coinvolgendo 20 soggetti donatori, bar, gastronomie, pizzerie, ristoranti, catering…che potranno testare l’app per segnalare la raccolta di cibo cotto e fresco o la giacenza di prodotti a lunga scadenza».

Un periodo di prova che durerà fino alla fine di marzo per verificare il corretto funzionamento e correggere eventuali imperfezioni.

Come funziona? Il servizio è organizzato con 15 volontari in tre fasce orarie: 8-10, 14-16, 18-20. Al ristoratore basterà un click per inviare un alert che attiverà il ritiro del cibo in eccedenza. Nella segnalazione verrà indicato il tipo di prodotto (cibo fresco, cotto, freddo…) in modo che il volontario di turno parti con il furgone attrezzato per il recupero refrigerato o riscaldato.

«Il cibo cucinato andrà alle mense della Caritas – aggiunge la Bergonzani -, se si tratta, invece, di alimenti che possono essere rimessi in circolazione, verranno porzionati e confezionati, nel rispetto delle normative, e distribuiti agli empori solidali del territorio». L’app, in questa fase, sarà operativa su Parma e Fidenza ma il suo raggio di azione potrebbe allargarsi presto ad altre zone del territorio, lavorando sulla donazione di prossimità in base alle realtà coinvolte. «Dal mese di aprile l’app sarà utilizzabile da tutti, quindi il nostro invito ad aderire è doppio, rivolto da un lato agli esercenti, pizzerie, bottegai, gastronomie, bar, tutti coloro che fanno ristorazione, per entrare nella rete dei donatori di cibo, dall’altro ai volontari, per far parte della squadra che effettua i ritiri e le consegne – conclude la Bergonzani -. Per aderire basta scrivere a info@parmanonspreca.it ».

I numeri  avallano appieno l’idea di Parma non spreca: in Italia, considerando l’intera filiera dal campo al frigo, secondo il Barilla Center for Food and Nutrition, finiscono tra i rifiuti dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, cibo che basterebbe a sfamare 44 milioni di persone. I dati parlano di 37 miliardi di euro all’anno, 450 euro per famiglia.

A Parma, solo Caritas ed Emporio sostengono 1300 famiglie e la richiesta di aiuto non è in calo.

Di recente, infine, il 2 agosto 2016, è stata approvata in via definitiva la legge per la limitazione degli sprechi alimentari. Tra gli obiettivi principali, la norma vuole incrementare il recupero e semplificare le procedure di donazione delle eccedenze alimentari, con priorità della loro destinazione all’assistenza degli indigenti.

 Il progetto dell’app Parma non spreca è realizzato con Forum Solidarietà, in partnership con Iren, Fondazione Cariparma, Zonta Club, Fondazione Bruno Kessler.

 

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