19 Ottobre 2018

Maria Edera Spadoni M5S: “Quanto successo a Parma è molto grave”

Maria Edera Spadoni M5S: “Quanto successo a Parma è molto grave”

La vicepresidente della Camera: “Il Comune di Parma ha rilasciato permessi di costruire violando la norma che tutela l’incolumità pubblica”. Le reazioni politiche


L’intervento della Procura di Parma non fa altro che avallare quanto già denunciato nella mia interrogazione lo scorso agosto al Ministro della Infrastrutture Toninelli” dichiara in una nota stampa la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni a margine del provvedimento odierno di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Parma.

“Non solo sequestro preventivo, ma è stato disposto anche una notifica di un avviso di garanzia a tre esponenti del Comune di Parma tra cui l’assessore all’urbanistica della Giunta Pizzarotti. Dal punto di vista politico trovo questo fatto davvero gravissimo” continua la deputata pentastellata. 

“Mi chiedo: come mai il Comune di Parma non ha provveduto ad aggiornare il piano di rischio aeroportuale in base all’ultima versione del regolamento che l’E.N.A.C aveva emanato fin dal 2011e ha rilasciato i permessi di costruzione? Perché il Comune ha lasciato tutto scorrere nonostante un’ interrogazione parlamentare e l’esposto presentato all’Autorità giudiziaria da parte di un’associazione ambientalista? Bisognava arrivare all’intervento della Procura? “ incalza la parlamentare del M5S.

“Il Comune di Parma ha dunque rilasciato permessi di costruire violando la norma che tutela l’incolumità pubblica. E’ un fatto davvero grave: chi ne risulterà colpevole, dovrà pagare fino in fondo” incalza la deputata. 

“Dal punto di vista politico andrò in fondo a questa storia; di fatto al Ministro Toninelli ho chiesto se sia in possesso di informazioni su quando e con quali atti il Comune abbia adeguato il Piano di Rischio Aeroportuale, adottato nel 2012, all’aggiornamento del Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti. Ho chiesto inoltre al Governo se intenda far luce sull’atto con cui è stato autorizzato l’avvio dei lavori del centro commerciale” conclude Spadoni.

Sulla questione interviene anche Fabrizio Pezzuto  di Parma Unita- Centristi: “Sono un convinto garantista e per questo non commenterò l’operato della Procura né la posizione dei tre indagati legati al sequestro del cantiere del centro commerciale Parma Urban District, eseguito questa mattina dalla Guardia di Finanza. Ciò premesso non posso non rilevare che, per quello che ci è dato di conoscere delle indagini in corso, queste sembrano avvalorare tutte le perplessità politiche sulla procedura di rilascio dei permessi di costruire che a suo tempo avevo rilevato insieme ai colleghi di minoranza di Parma Protagonista e del PD a seguito dell’inchiesta di Legambiente. In particolare a non convincere noi, ma evidentemente anche la Procura,  erano i ritardi  e la mancata predisposizione dell’aggiornamento del piano dei rischi a fronte della decisione da parte di questa Amministrazione di dare via libera alla realizzazione finale del Mall in barba a tutte le declaratorie di ambientalismo e aiuto al piccolo commercio. Adesso, come purtroppo sempre più spesso accade, sarà la Giustizia a stabilire se siano stati commessi reati e chi abbia sbagliato. Per quanto mi riguarda, ogni ulteriore valutazione attenderà gli esiti di questa indagine che ovviamente mi auguro possa giungere a termine nel più breve tempo possibile.

“Le indagini della Guardia di Finanza che hanno portato al sequestro del cantiere del Centro Commerciale di Baganzola e ai 3 indagati in Comune fanno male a Parma. Ancora un nuovo scossone giudiziario che colpisce la città, scalfisce la sua immagine e aumenta la sfiducia dei parmigiani verso le istituzioni”, dice Laura Cavandoli, parlamentare e consigliere comunale parmigiana della Lega, nel commentare la notizia del provvedimento disposto dal Tribunale, in cui si ipotizza il reato di abuso di ufficio. “A questo – prosegue Cavandoli – si sommano i danni diretti: cantiere bloccato con rischio di nuovo degrado, danni da pagare, aeroporto sempre più isolato”. “Ribadendo convintamente la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva e la fiducia nelle indagini giudiziarie – conclude l’esponente del Carroccio –  l’Amministrazione comunale avrebbe potuto prestare più attenzione a regole e normative come più volte ho auspicato in consiglio comunale ricevendo le “spallucce” del sindaco come risposta”.

Gruppo consiliare Pd Parma. Segreteria cittadina Pd Parma: “Un avviso di garanzia non costituisce condanna e siamo garantisti. Ma ci compete un giudizio politico che non deroga al rispetto della persona e delle indagini. Il fatto nuovo e più rilevante di oggi è il sequestro del cantiere di una delle opere più controverse della storia dell’ultimo decennio, il Mall di Baganzola, insieme agli avvisi di garanzia per l’assessore Alinovi e altri due dipendenti del Comune. Indipendentemente da ogni valutazione sulle responsabilità penali, di cui si occupa la magistratura, è innegabile che vi sia una grave responsabilità politica nell’inerzia del Comune di Parma e dell’amministrazione comunale in carica.

Lo abbiamo detto in tanti in questi mesi: il Comune non ha adeguato il piano rischi aeroportuali (strumento previsto dalla legge) alle norme vigenti, pur avendo avuto sei anni di tempo e pur sapendo perfettamente di esservi tenuto.

La cosa singolare è che nonostante nel dicembre 2017 Enac avesse ribadito al Comune l’impossibilità di costruire nuove opere in assenza di piano rischi aggiornato, lo stesso Comune abbia rilasciato un permesso di costruire, e ciò a maggior ragione considerando che sin dal 2011 il Comune era consapevole della necessità di adeguare il piano dei rischi avendolo espressamente previsto con delibera commissariale.

Ci auguriamo che il Comune abbia agito in base ad approfondite valutazioni di tipo tecnico e giuridico, nonostante abbia sempre risposto alle nostre interrogazioni, in Consiglio ed in commissione, in modo superficiale e sbrigativo. Ma è assolutamente certo che se prima di rilasciare i permessi, il Comune avesse aggiornato il piano, i problemi che sono stati sollevati in questi mesi, oggi non avrebbero ragione di esistere.

L’amministrazione così facendo, ha messo a rischio anche l’aeroporto. Quella di oggi non è certo una buona notizia per lo scalo, intento a cercare capitali a sostegno di un asset più volte dichiarato strategico dalla amministrazione stessa. Come stia andando l’aumento di capitale lo scopriremo il 31 ottobre prossimo, data della sua scadenza. Occorre evidenziare che Enac, in un’altra lettera del luglio scorso, aveva adombrato il fatto che Mall e prolungamento della pista fossero potenzialmente incompatibili. In sintesi, in attesa degli sviluppi, le valutazioni in merito alla permanenza in carica dell’assessore devono essere rimesse alla sensibilità dello stesso e a quella del Sindaco, ma nella vicenda la responsabilità politica dell’amministrazione è grave a prescindere dagli esiti che darà l’indagine in corso, e ciò quantomeno a titolo di inerzia amministrativa”.

Bruno Agnetti, Pier Paolo Eramo, Paolo Scarpa, Parma Protagonista: “Mancato aggiornamento del Piano di Rischio aeroportuale, possibile interferenza tra l’area di cantiere del Mall con la pista dell’aeroporto, permessi di costruire “rilasciati sulla base di strumenti urbanistici superati, in violazione di una specifica norma posta a tutela dell’incolumità pubblica”: le contestazioni della Procura al Comune di Parma ripetono con autorità quanto da mesi sollevato da Legambiente, dall’Ente Nazionale Aviazione Civile, dai nostri gruppi di minoranza in Consiglio comunale con interrogazioni, comunicati, richieste di chiarimenti: davanti a tutto questo Assessore e Sindaco hanno opposto prima un muro di silenzio, poi arroganza e ironia, fino a negare l’evidenza. Ci hanno accusati di essere degli irresponsabili, ignorando ogni richiamo alla realtà e disprezzando platealmente qualsiasi invito alla prudenza. Oggi è una città intera che ancora una volta subisce le conseguenze di questi comportamenti.

L’intervento della magistratura è la sconfitta della politica, della democrazia, dei meccanismi di controllo e di autocorrezione che una buona amministrazione dovrebbe utilizzare con coraggio. Ed è, prima ancora che di un assessore, la sconfitta di un sindaco che ha costruito la sua immagine su continue rivoluzioni annunciate – dall’inceneritore in poi – e sulla narrazione di un mondo ecologista e solidale che nella realtà non esiste. 

Quello che ora esiste è un cantiere sequestrato, che forse non avrebbe mai dovuto essere autorizzato, e accuse circostanziate che attendono risposte. E, lì vicino, un aeroporto senza prospettiva di sviluppo, la cui sbandierata pista per i Cargo è stata forse solo l’ultima della ennesime promesse mancate”.

 

 

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