12 Marzo 2017

La vera storia dell’albero a pedali: pagato più di quello tradizionale

La vera storia dell’albero a pedali: pagato più di quello tradizionale

Pizzarotti decise di spendere 12mila euro per avere un albero “alternativo” a tutti i costi, rinunciando al classico pino che veniva donato gratuitamente dal Comune di Asiago


Il 23 febbraio il  sindaco si è presentato a “Nemo, nessuno escluso” su Raidue. (GUARDA IL VIDEO), per raccontare una storia: quella del Natale del 2012, il primo dell’amministrazione dell’allora M5S. “Mi è stato chiesto di raccontare un episodio particolarmente importante della nostra Parma, che facesse comprendere cosa vuol dire amministrare una città che fino a ieri era oberata dai debiti. Ho raccontato di quando, il primo Natale del mandato, in piazza avevamo installato un albero di polistirolo, perché era quello che potevamo permetterci allora”, scrive il primo cittadino sulla pagina fb.

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Eppure sono le cifre a smentirlo. Fu l’amministrazione a voler “eliminare” a tutti i costi il tradizionale albero, per cercare di dare un segno di discontinuità con il passato. La difficoltà a trovare una soluzione alternativa la condusse ad affidarsi ad una ditta di Milano, che propose il progetto dell’albero a pedali, al prezzo di 12mila euro. Molto più costoso della scelta del tradizionale pino, scartata dall’amministrazione per motivi più “ideologici” che economici, in verità.

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La reazione della cittadinanza fu piuttosto veemente, iniziarono ad attaccare fogli con frasi di indignazione sull’albero a pedali che, inoltre, per alcuni giorni non funzionò a causa della sua manomissione da parte di alcuni vandali e delle difficoltà tecniche, rapidamente risolte.

Anche le luminarie non furono installate per una scelta politica, dettata dalla confusa idea di non aumentare “l’inquinamento luminoso”, le risorse c’erano ed erano disponibili presso un Consorzio creato per la promozione del centro storico (GECC), le stesse utilizzate gli anni successivi.

La verità è che se si fosse pensato ad installare un pino tradizionale, i costi sarebbero stati molto più bassi. Insomma la decisione di festeggiare il Natale 2012 con un albero alternativo sarebbe stato più corretto difenderla, come si fece allora, piuttosto che giustificarla come dovuta da una necessità imposta dal forte indebitamento della città. Ora l’infelice decisione del sindaco di ritirare fuori questa storia, per una platea nazionale. Ma i parmigiani, quella storia, la ricordano benissimo.

 

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