22 Dicembre 2016

Luigi Lucchi a Virginia Raggi: “Ti scrivo per darti coraggio”

Luigi Lucchi a Virginia Raggi: “Ti scrivo per darti coraggio”

Il sindaco di Berceto ha inviato una lettera alla prima cittadina romana. “Assumi le decisioni senza tentennare, pur sapendo che nessuna decisione è indolore”


 Gentile Virginia,

sono Luigi Lucchi, sindaco di Berceto (PR), un piccolo Comune sull’Appennino Tosco- Emiliano. Sono stato eletto Sindaco nel giugno 2009 e confermato nel 2014. Sono sempre stato garantista e nonostante questo non ho ritenuto opportuno, come 140 nostri colleghi, scrivere a Beppe Sala, sindaco di Milano, per incoraggiarlo a sospendere l’autosospensione. Sono per il primato della politica ma non per le sceneggiate fatte in nome della politica. Mi dispiace, insomma, quando la politica, seppur quella infima, abusa della buona fede dei cittadini. Ti scrivo per darti coraggio.

Noi sindaci abbiamo bisogno, direi ogni giorno, ogni ora, d’essere incoraggiati. Siamo sempre soli, a ben vedere, e assorbiamo, nel nostro cuore, nella nostra anima, i problemi degli altri. Ci accorgiamo, più di altri, che sono sufficientemente pesanti i problemi ma questi, in definitiva, non sarebbero nulla, se non vedessimo, con sgomento, tante, ma veramente tante persone, non tutte in buona fede, che lavorano, pancia a terra, per allontanare le possibili e giuste soluzioni.

Ho simpatia nei tuoi confronti perché immagino come tu possa trovarti, non tanto come Sindaco di Roma, (un manicomio a cielo aperto gestito, prevalentemente, da matti lucidi nei loro deliri) ma come bersaglio Nazionale di quanti, ormai venduti ai potenti della Terra, desiderano distruggere l’Italia, i suoi simboli, le sue città, il suo Popolo. Preciso che non ho nessuna simpatia per i Pentastellati non avendo fiducia nelle scorciatoie politiche. Resta il fatto che prendo atto, da militante non pentito del P.S.I, che l’Italia, dal 1992, è governata da persone prevalentemente incapaci, ma soprattutto vendute ai potenti che vogliono distruggerla. Con questa convinzione ritengo un diritto che forze politiche, mai compromesse, con il passato, quale il movimento 5 stelle, possano governare il nostro Paese. Ho la certezza che peggio di coloro che li hanno preceduti, non essendo, al momento, ancora venduti, non possano farlo.

Attribuisco, inoltre, al tuo movimento un ruolo nobile, nobilissimo e utilissimo: avere tenuto incanalato nella democrazia la giusta fiumana di protesta e malcontento che attraversa il martoriato Popolo Italiano. Tieni sempre presente, cara Virginia, che sei tu ad essere stata votata dai cittadini di Roma e pertanto sei tu che ne devi rispondere. Una consapevolezza che assumerai con umiltà, scaltrezza, ma anche con decisione, senza doverla gettare in faccia ai tuoi compagni di movimento e neppure ai vertici.

Rispetta la Costituzione, anche quella che non è mai stata attuata. I cittadini comprenderanno e per fortuna sono molto più intelligenti di quanto possono pensare i venduti. Assumi tu le decisioni senza tentennare pur sapendo che nessuna decisione è indolore e che subisci, come Sindaco, una burocrazia asfissiante emanata al solo scopo d’impedire qualsiasi azione e soprattutto di buon senso. Non pensare d’essere isolata, in Italia, puoi avere la comprensione di tutti e anche di tanti sindaci non essendo tutti allineati con partiti killer delle Comunità. Ci sono sindaci, di piccoli Comuni, meravigliosi. Invita i sindaci, organizza, a Roma, un incontro con tutti noi. Avrai il nostro sostegno e comprensione.

Non riesco ad immaginare in che modo potrai riuscire a conoscere persone di valore, nella tua struttura comunale, elefantiaca, di 23.000 persone. Sappi che la maggior parte, obbligatoriamente, è corrotta nell’animo, che i cittadini pagano per essere vilipesi, ma puoi, certamente, trovare persone valide che sapranno eseguire, al meglio, le tue direttive. Non temere nel scegliere, per la giunta, persone valide e carismatiche. Non fare l’errore dei mediocri che ricercano collaboratori di basso livello per non essere, come Sindaco, messa in ombra. I grandi hanno collaboratori ancora più grandi. Fai certificare il bilancio, la situazione trovata in eredità, ma poi non usare tutto questo come scusa per non fare. I cittadini hanno diritto d’essere governati al meglio. Io addirittura, pur vivendo la macabra situazione di sentirmi, il più delle volte, impotente, ritengo che un sindaco non possa accontentarsi di fare tutto il possibile ma deve fare quello che serve fare.

Non voglio dilungarmi perché mi sento ridicolo nel distribuire consigli, tra l’altro non richiesti, sentendomi in una situazione, per molti punti di vista, più difficile della tua. Il mio desiderio, con questo scritto, è di abbracciarti e dirti forza: Puoi farcela. Possiamo farcela!

Con simpatia Luigi Lucchi
Sindaco di Berceto.

PS: Possiamo farcela è lo slogan che gli USA avevano scelto e diffuso, all’inizio della II guerra mondiale, per darsi coraggio. Hanno poi vinto.

 

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