22 Dicembre 2016

La rivincita di Dall’Olio per cambiare la storia della città

La rivincita di Dall’Olio per cambiare la storia della città

Il capogruppo Pd, l’unico a fare opposizione dura, dopo le dimissioni dal consiglio comunale di tutti i candidati perdenti: Peri, la Soliani e Bernazzoli


“Mentre noi stiamo qui a discutere tra di noi da mesi, Pizzarotti oggi incontra trecento persone, se non inizieremo immediatamente a parlare alla città, alla gente, non vinceremo mai”. Sono queste le parole che Nicola Dall’Olio aveva rivolto qualche settimana fa all’assemblea cittadina del Pd.

E adesso che parte ufficialmente la campagna per le primarie necessaria a candidarsi a sindaco della città, il capogruppo Pd si porta in dote il lavoro fatto in cinque anni di opposizione, dura e senza sconti, neppure quando la stella di Renzi brillava in cielo e aveva il tempo di strizzare l’occhiolino al sindaco, non per i propri meriti, ma perché poteva togliere consenso a Beppe Grillo e agli adepti grillini.

Nessuno ha avuto tanta ostinazione come lui, dimostrando con i fatti che la sinistra a Parma poteva sperare di tornare a vincere, solo se si fosse messa veramente a lavorare, senza aspettare alcuna rendita garantita o investitura dall’alto.

Fa bene oggi Dall’Olio a costruire la propria legittimità ad amministrare Parma, partendo dai cinque anni di lavoro in consiglio comunale. Fu quello che fece Ubaldi, venendo premiato dai cittadini, quando divenne sindaco relegando la sinistra in città all’opposizione per oltre vent’anni anni. E fu quello che non fecero Peri, la Soliani e Bernazzoli, che dopo aver perso le elezioni, addirittura si dimisero dal consiglio comunale.

Quando, in occasione della candidatura alle europee incontrai Dall’Olio nella sala stampa del Comune per un’intervista per il “Mese Magazine”, gli feci i complimenti per aver onorato un impegno con i cittadini della città, dote rara, a differenza di tutti i candidati sindaci di sinistra sconfitti alle urne. Lui mi guardò e disse: “È vero, e io non ero neppure candidato sindaco”. Pur avendo perso le primarie qualche anno prima, si era caricato sulle spalle il lavoro sporco di fare opposizione in città, come se anziché Bernazzoli, le elezioni le avesse perse lui contro Pizzarotti.

Quella sfida Dall’Olio infatti non se la poté giocare, perché le primarie le vinse il candidato predestinato, ma perdente, riuscendo comunque a sfigurare con un ragazzo allora sconosciuto ma irriverente. E così si trovò a rappresentare un’opposizione, senza aver perso le elezioni. Dall’Olio in questi cinque anni ha studiato la città e ora la conosce più di allora, per questo non poteva mancare a queste primarie. Che sono l’unico modo per  giocarsi quella sfida che non si giocò, pur caricandosene sulle spalle tutte le responsabilità.

Il Comune ha speso 50mila euro per avere una piazza così!

Dall’Olio: “Piazza Garibaldi oggi: tra l’autosalone e la baraccopoli. Il Natale prossimo vogliamo una piazza e una città diversa”

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