15 Febbraio 2019

La risposta del Consorzio Grana Padano sul “caso lisozima”

La risposta del Consorzio Grana Padano sul “caso lisozima”

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Arriva tramite una nota la risposta da parte del Consorzio Grana Padano sul “Caso Lisozima” dopo l’intervento dell’Onorevole Zanichelli.

 

“Fa davvero piacere constatare che la risposta del Sottosegretario di Stato alla Salute, Dott. Coletto, all’interpellanza è di tono e contenuti assai diversi da quanto interpretato e anticipato ieri dall’On. Zanichelli ai media che, a dire il vero, ci aveva molto sorpreso perché ritenevamo impossibile che la risposta ad un’interpellanza revocasse gli effetti di una nota ufficiale del Ministero alla Salute, sentito il Consiglio Superiore di Sanità.

 Il Consorzio Tutela Grana Padano, anche stavolta, si è rigorosamente attenuto alle indicazioni del Ministero emanate con apposita nota l’8/5/18. In tale documento ministeriale non si mette in discussione il primato della UE sugli stati membri in materia di etichettatura ed in particolare per quanto riguarda la classificazione dei conservanti. Il lisozima è e rimane a tutti gli effetti un conservante quando usato in formaggi che ne consigliano l’utilizzo mentre nel Grana Padano DOP non svolge la funzione di conservante e quindi nel Grana Padano il lisozima non è un conservante bensì un coadiuvante tecnologico, da ciò ne deriva che pur dovendo essere chiaramente, come in effetti tutt’ora è, indicato in etichetta perché estratto dall’uovo, nel rispetto del RegUE 1169 del 2011, non va riportata la dicitura conservante perché nel Grana Padano non lo è. Ciò in assoluta coerenza con il RegUE n.1333/2008 il quale direttamente specifica che lo stesso non si applica ai coadiuvanti tecnologici. Questo è il tema su cui, sentito il Consiglio Superiore di Sanità e valutati gli esiti delle verifiche tecnico scientifiche dell’Istituto Superiore di Sanità, che occorre sempre ricordare sono organi assolutamente imparziali di altissimo e indiscutibile livello scientifico, si è espressa con chiarezza la Direzione Generale del Ministero alla Salute.

Poteva quindi il Ministero alla Salute adottare il parere dei massimi organi scientifici italiani competenti in materia? Secondo noi sì, anzi non solo poteva ma addirittura doveva adottarlo, come in effetti ha fatto. È su questo argomento che il TAR dovrà prossimamente esprimersi.

Le pressioni e gli interventi che sono intercorsi e che dovessero intercorrere sino al pronunciamento definitivo della giustizia già attivatasi, hanno dunque esclusivamente effetto propagandistico e demagogico, ma assolutamente nessuno dal punto di vista giuridico e operativo. Quindi non cambia proprio assolutamente nulla rispetto a prima.

 È superfluo ribadire che lo scrivente Consorzio si atterrà senza indugi a qualsiasi decisione che i tribunali competenti in materia indicheranno, ma, nel frattempo, difenderà con tutta l’energia possibile la posizione assunta che ritiene assolutamente rispettosa e conforme alle normative in vigore, respingendo ogni tentativo di indebita interferenza o strumentalizzazione.”

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