8 Aprile 2016

La Regione ribadisce: unica Fiera tra Bologna, Parma, Rimini e Piacenza

La Regione ribadisce: unica Fiera tra Bologna, Parma, Rimini e Piacenza

Presentato il piano di riorganizzazione delle partecipate dell’Ente: a Parma coinvolte tre società: il Centro agroalimentare, le Terme di Salsomaggiore e di Tabiano e la Società attracchi parmensi


Per le Fiere di Parma si prospetta un futuro completamente diverso? È questo quello che sembra emergere dalle dichiarazioni fatte dalla Ragione Emilia Romagna a seguito della presentazione del piano di riorganizzazione delle partecipate : “Per quanto riguarda le fiere, viene ribadito l’obiettivo di creare una unica società che rappresenti e valorizzi il sistema imprenditoriale dell’Emilia-Romagna”.

Semplificare, accorpare e nel caso uscire dalla società. Sono queste le parole d’ordine emerse a seguito della presentazione del piano delle società in house e delle partecipazioni societarie. “Il piano prevede il dimezzamento delle partecipate e porterà a risparmi per 9 milioni e a un’entrata fino a 11 milioni dalla vendita delle quote in capo alla Regione. La nostra è una scelta strategica chiara rendere il sistema ancor più efficace e competitivo”, ha affermato il sottosegretario alla Presidenza della Giunta Andrea Rossi.

Il piano prevede l’uscita da 8 società partecipate e la riduzione da 7 a 4 delle società in house, con la fusione fra Ervet e Aster e fra Lepida e Cup 2000. Dalla fusione nasceranno due poli specializzati: il primo sulla valorizzazione di territori, ricerca e ambiente e il secondo sullo sviluppo dell’Ict regionale.  Per tutte le società saranno unificate le funzioni trasversali.

L’uscita da 8 società partecipate, di cui verranno dismesse le quote, e la riduzione da 7 a 4 delle società in house, con la fusione fra Ervet e Aster e quella fra Lepida e Cup 2000 volte a far nascere due poli specializzati: il primo su valorizzazione dei territori, ricerca e ambiente; il secondo sullo sviluppo dell’Ict regionale.

E’ quanto prevede il piano di riordino delle società in house e delle partecipazioni societarie che sarà approvato dalla Giunta regionale nella prossima seduta e che con ildimezzamento complessivo delle partecipate (da 24 a 13 fra società in house e partecipazioni, oggi 17) porterà arisparmi per 9 milioni di euro e a un’entrata fino a 11 milioni dalla vendita delle quote oggi in capo alla Regione.
Il piano è stato presentato nel corso di una conferenza stampa dal sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Andrea Rossi insieme agli assessori regionali Emma Petitti (Riordino istituzionale), Palma Costi (Attività produttive), Patrizio Bianchi (Lavoro) e Sergio Venturi (Sanità).

Per tutte le società, in parallelo ai processi di fusione e dismissione, saranno unificate le funzioni trasversali e cioè amministrazione, gestione del personale, controllo di gestione, servizi rendicontali, legali, comunicazione e relazioni esterne. Quanto ai risparmi calcolati, 5 milioni di euro sono legati alla riduzione dei costi di gestione e 4 milioniarriveranno dalla riduzione della dipendenza dai finanziamenti regionali. A essi si aggiungono gli 11 milioni di valore delle quote che verranno dismesse.

 

 

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