3 Ottobre 2016

La filiera del Parmigiano dice no ai mangimi contenenti OGM

La filiera del Parmigiano dice no ai mangimi contenenti OGM

Incontro tra produttori della Bassa Est. Per il presidente del Consorzio Agrario Parma “la sfida produttiva lungimirante è quella che utilizza mangimi non OGM: solo il foraggio salubre garantisce la qualità del Parmigiano Reggiano”. Premiato Giuseppe Grisenti di Cervara per la migliore stalla 2016


Il foraggio salubre garantisce la qualità del parmigiano reggiano. Il messaggio è emerso a chiare lettere nell’incontro, che si è tenuto al Ristorante Euridice di Parma, organizzato dal Consorzio Agrario Parma (Cap) e da Emilcap.

All’appuntamento hanno partecipato una sessantina di produttori e allevatori di imprese agricole, per lo più del comprensorio di Colorno, Torrile, San Polo di Torrile e Vicomero. Al tavolo dei relatori si sono alternati: Giorgio Grenzi, presidente e Ivan Cremonini, direttore del Cap, Michela Canova e Alessandro Fadda, rispettivamente sindaco di Colorno e di Torrile, Carlo Fornari, responsabile servizio zootecnico Cap, Simone Nasi presidente Emilcap, Paolo Sighinolfi esperto di Emilcap, Mario Bustro responsabile meccanizzazione Kuhn.  

Nel corso dell’evento, si è posto l’accento sull’importanza di utilizzare un foraggio di qualità, al fine di ottenere un formaggio di qualità superiore, in cui la filiera circolare possa rappresentare un elemento distintivo, qualitativo ed economicamente redditizio, anche rispetto alle attuali quotazioni. In sostanza, una filiera, tracciabile e sicura, di reciproco e vicendevole scambio proficuo.

Il primo cittadino Fadda ha sottolineato che, in un momento di difficoltà come l’attuale, occorre favorire l’agricoltura, limitando l’eccesso di burocrazia. Mentre il sindaco Canova si è soffermata sulla necessità di un’agricoltura sempre più coniugata all’ambiente. Secondo il presidente Grenzi “La sfida produttiva che guarda al domani in modo lungimirante passa per l’utilizzo di mangimi non Ogm, per incrementare la qualità di un prodotto principe, come il Parmigiano Reggiano”.

Il direttore Cremonini ha spaziato su molteplici tematiche, tra cui la crescente esigenza di un consumatore più consapevole e informato sulla provenienza e qualità di ciò che acquista. L’approfondimento sull’impiego strategico di prodotti non OGM per una filiera corta, indipendente dall’uso di alimenti zootecnici di provenienza estera, ha visto alternarsi al microfono anche Simone Nasi presidente di Emilcap e gli esperti Carlo Fornari del CAP e Carlo Sighinolfi di Emilcap. Un dato importante – emerso durante il meeting – statistiche alla mano, è rappresentato dal fatto che molti Paesi , come Usa e Canada per esempio, stanno sempre di più andando nella direzione di preferire un prodotto con base non OGM anche per ragioni di salubrità oltre che di mercato. Un fattore rilevante rappresentato dalle produzioni non Ogm è anche di natura economica: questi mangimi scoraggiano infatti sofisticazioni e contraffazioni dei prodotti italiani che alimentano il cosiddetto Italian Sounding (le imitazioni false con fuorviante nome italiano). Un passaggio epocale che figura come vero e proprio antidoto naturale. Assai importante anche il ruolo giocato all’interno della filiera dalla meccanizzazione nel processo alimentare: nel corso della serata di approfondimento il responsabile Mario Bustreo del brand leader Kuhn ha mostrato uno speciale e innovativo mezzo meccanico “miscelante” dedicato proprio all’alimentazione delle bovine utili per la produzione di Parmigiano Reggiano.

Durante la serata il presidente del Consorzio Agrario Parma Giorgio Grenzi (a destra nella foto) ha premiato l’allevatore Giuseppe Grisenti, quale titolare della Migliore Stalla 2016, sotto l’aspetto della performance riproduttiva. Il riconoscimento all’imprenditore parmigiano – che ha la stalla in località Cervara di Baganzola – è stato consegnato nei giorni scorsi, in occasione del meeting a tema Parmigiano di gran qualità, alimentazione non OGM. Una scelta di qualità che guarda al futuro, che si è tenuto al Ristorante Euridice di Parma.  All’incontro hanno preso parte una sessantina di allevatori, in larga parte di Vicomero, San Polo di Torrile, Torrile e Colorno.

 

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