13 dicembre 2018

Sequestrato l’edificio in via La Spezia, si indaga tra le polemiche

Sequestrato l’edificio in via La Spezia, si indaga tra le polemiche

La delibera comunale, a firma dell’assessore Michele Alinovi, prevede una variante urbanistica per il trasferimento nel palazzo di via La Spezia di proprietà di Trancerie Emiliane di 800 metri quadri di superficie


Prosegue la polemica relativa alla delibera comunale, a firma dell’assessore Michele Alinovi, che “prevede una variante urbanistica per il trasferimento nel palazzo di via La Spezia di proprietà di Trancerie Emiliane  di 800 metri quadri di superficie lorda utile e un cambio di destinazione d’uso di altri 2.2000 metri quadri (da attività produttive a uffici) che verrebbe lì trasferiti da un’area non ancora edificata, sempre in via Spezia”, scrive Repubblica Parma.

“Il sequestro del cantiere di Lemignano di cui ha dato notizia ieri Repubblica Parma solleva preoccupazioni rilevanti in merito ai processi decisionali del Comune: il Consiglio Comunale stava infatti per votare una delibera su un edificio che oggi è “corpo del reato”, ovvero qualcosa su cui non sembra il caso di deliberare affatto. 

Dopo un primo passaggio in Commissione, la Giunta ha presentato per due volte la delibera in Consiglio e per due volte l’ha ritirata dall’ordine del giorno, con spiegazioni frettolose. Prima perché mancavano alcuni documenti non meglio precisati (ma allora come mai è arrivata in Commissione?). Poi perché la nuova Segretaria Generale, appena insediatasi, non aveva avuto il tempo di studiarla (cosa non avvenuta per le altre due delibere, rimaste all’ordine del giorno!).

Diciamo subito che come gruppi di minoranza abbiamo deciso a inizio mandato di non votare a favore di deroghe agli strumenti urbanistici, salvo che il pubblico interesse sia conclamato o perlomeno sufficientemente certo. In questo caso avevamo tuttavia perplessità molto più serie, drasticamente peggiorate dalla lettura delle notizie di stampa. Probabilmente le stesse perplessità che avranno avuto anche i consiglieri di maggioranza i quali oggi avranno tirato un sospiro di sollievo per non essere stati chiamati ad approvare una delibera su un cantiere che ora è oggetto di indagini della magistratura. 

La questione più importante è questa: com’è possibile che una delibera del genere rischi di approdare in Consiglio Comunale? E fino che punto si spingono le responsabilità dei singoli consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, nell’esercizio di una funzione di controllo che dovrebbe interessare in primo luogo la Giunta? 

Non vogliamo fare un processo alle intenzioni, ma chiedere apertamente all’Amministrazione di ripristinare da subito un clima di fiducia interno e verso la città, un clima che già la vicenda del Mall (un altro cantiere sequestrato) ha offuscato. Anche perché non vogliamo pensare che nelle scelte urbanistiche, e soprattutto nelle deroghe, l’Amministrazione possa lasciar accreditare l’idea che alcuni sono “più uguali degli altri” davanti a scelte di interesse generale. 

Chiediamo quindi alla Giunta di togliere la delibera dall’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale (per la terza volta!) e di chiarire pubblicamente e in modo trasparente cosa sta succedendo e perché”. Lorenzo Lavagetto per il Gruppo consiliare PD, Pier Paolo Eramo per il Gruppo consiliare Parma Protagonista, Fabrizio Pezzuto per il Gruppo consiliare Parma Unita Centristi

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