22 Gennaio 2019

La condanna dei manager della Bonatti per il rapimento dei tecnici

La condanna dei manager della Bonatti per il rapimento dei tecnici

L’azienda non riconosce la sentenza e annuncia l’appello, ma afferma: “Siamo vicini alle famiglie delle vittime”


La sentenza ha assegnato un anno e dieci mesi a Paolo Ghirelli, Dino Martinazzoli e Paolo Cardano, rispettivamente presidente della società e membri del cda. Per tutti la pena è sospesa. Giovanni di Vincenzo, altro amministratore è stato rinviato a giudizio, mentre per Dennis Morson, all’epoca responsabile della Bonatti in Libia, il giudice ha dato il via al patteggiamento sempre ad un anno e dieci mesi di reclusione. Per la società, infine, è stata disposta una sanzione di 150 mila euro.

Si è concluso così il processo che vedeva imputati quattro componenti della Bonatti Parma, azienda attiva da anni nel settore oil and gas con cantieri in varie zone del mondo. Nel luglio 2015, quattro tecnici furono rapiti in Libia e due di loro vennero uccisi nel marzo dell’anno seguente.

L’accusa mossa era quella di cooperazione colposa nel delitto doloso collegato alla morte dei due, Salvatore Failla e Fausto Piano. Il giudice Tomaselli ha accolto le richieste del pm Sergio Colaiocco, secondo cui il rapimento dei quattro tecnici si sarebbe potuto evitare se la società avesse attuato le misure di sicurezza previste per chi lavora in quell’area.

Per il sequestro dei quattro operai sono stati arrestati, lo scorso marzo, tre terroristi libici appartenenti all’Isis. Questi hanno ammesso la responsabilità, confessando che il rapimento aveva la finalità di finanziare l’organizzazione terroristica.

 

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