8 Marzo 2016

Iren cambia lo statuto: il Comune di Parma rientra in gioco?

Iren cambia lo statuto: il Comune di Parma rientra in gioco?

Il 22 aprile se la multiutility approverà il regolamento della “maggiorazione di voto” delle azioni in alcune materie, Parma con il suo 1,6% potrebbe tornare nella “sala dei bottoni”. Cosa farà ora Pizzarotti?


Arriva la norma “antiscocciatori”, quella che permetterà ai Comuni di contare di più in decisioni particolarmente delicate e forzare le dismissioni forti di azioni che valgono di più qualitativamente, mentre metterà fuorigioco i piccoli azionisti, si tratta di un’opportunità creata dal Governo. E per effetto di tutto questo il Comune di Parma potrebbe tornare a contare qualcosa all’interno di Iren.

Il problema è che la decisone di uscire dai patti parasociali fu presa per motivi politici, quando la società era il nemico numero uno per il Movimento Cinque stelle e adesso si rischia la paradossale situazione di tornare al punto di partenza da parte del sindaco Pizzarotti. Cosa deciderà di fare? E per incominciare, come voterà il Comune di Parma? Contro se stesso o a favore dei piccoli azionisti.

Tutto verrà discusso la prossima assemblea dei soci di Iren fissata per il 22 aprile. All’ordine del giorno della riunione c’e’ infatti una modifica allo statuto della multiutility che prevede l’introduzione della cosiddetta “maggiorazione di voto”, cioè l’attribuzione a ciascuna azione in determinate materie di un peso di due voti.

Una misura che, come spiega Iren, “permettera’ ai soci pubblici di mantenere il controllo della societa’ anche in caso di eventuali dismissioni di quote”, ma subito contrastata dal gruppo dei piccoli azionisti. “Cosa significa tutto questo? Gli azionisti pubblici, ovvero i Comuni, potrebbero vendere sul mercato non soltanto più le azioni fuori dal patto di sindacato, ma anche quelle che consentano comunque di mantenere la maggioranza in assemblea dei soci: in linea teorica, si potrebbe addirittura arrivare al 25% del totale delle azioni”, spiega il portavoce Francesco Fantuzzi.

“L’istituto del voto maggiorato offre quindi agli enti pubblici una efficace opportunità non solo per fare cassa e finanziare qualche investimento, ma anche al management di liberarsi di qualche scocciatore come i piccoli azionisti, la cui voce spesso non e’ gradita”, aggiunge Fantuzzi.

Capitolo a parte riguarda poi il Comune di Parma, che detiene l’1,6% delle quote di Iren e uscito dal patto di sindacato dopo averle vendute per risanare i bilanci. Con il nuovo meccanismo di voto, l’amministrazione grillina potrebbe pero’ rientrare nel patto. Su questo punto i piccoli azionisti chiedono lumi fin da ora: “Che dira’ a tal proposito il sindaco di Parma, fuori dall’unanime coro politico?”, si chiede infatti Fantuzzi. Il piccolo azionista evidenzia inoltre il rischio che “questo piccolo golpe disincentivi da ora in poi i possibili investitori, il cui peso sara’ ancor piu’ limitato”. Insomma, conclude Fantuzzi, “una misura pro-vendita e antiscocciatori, cui certamente ci opporremo in assemblea”.

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