16 Dicembre 2015

Leo Ortolani tra Guerre Stellari e Santa Lucia

Leo Ortolani tra Guerre Stellari e Santa Lucia

Il 16 dicembre, uscirà in edicola l’atteso cofanetto con i tre episodi di “Star Rats”. Il noto fumettista racconta i suoi progetti: “Rat Man sparirà, quindi mi sto già attrezzando a sopravvivere senza!”


10 OTTOBRE Star Rats (Episodio III) cofanetto-star-rats-1È arrivato in edicola nei giorni scorsi, l’atteso “Star Rats episodio III” di Leo Ortolani. E nei prossimi giorni, il 16 dicembre, uscirà in libreria un cofanetto che conterrà tutti e tre gli episodi della saga, una parodia di guerre stellari reinterpretata da Rat Man. Il celebre fumettista parmigiano è stato di parola, ha mantenuto la promessa fatta ai suoi fan…

…avevi annunciato l’arrivo del terzo episodio di Star Rats, proprio in concomitanza con l’uscita al cinema di Star Wars Episodio VII: Il Risveglio della Forza. Sei soddisfatto di questo lavoro?

«Be’, sono sempre soddisfatto di un lavoro, quando lo consegno, altrimenti non lo consegno! Pare poco, ma è l’unica regola che seguo, quando si tratta di consegnare ai professori (i miei lettori) l’ennesima “verifica” sul fumetto. Non vorrei mai prendere un brutto voto! Così, aspettatevi la conclusione delle avventure di un Rat-Man che desidera diventare qualcosa di più grande di lui: un cavaliere dell’Oroscopo. Ma Saturno, in opposizione a Giove, è contrario per quelli come lui, nati sotto il segno del Bradipo».

Dopo tanti anni, quando pensi a nuovi episodi di Rat Man, ti fai condizionare da cosa vogliono i tuoi fan, dalle loro aspettative, o ci siete solo tu e  la creatività?

«Un po’ penso a cosa si aspettano i lettori, poi faccio l’opposto. Non mi piace essere prevedibile, nemmeno con me stesso. Così mi isolo insieme alla Storia, in attesa che mi benedica con qualche idea».

Sei ancora impegnato con “Brachetti che sorpresa!”, un tour con tante tappe italiane, come è stato lavorare con lui e da sceneggiatore in uno spettacolo così particolare? Perché andare a vederlo?

«Il tour prosegue felicemente e dovrebbe concludersi a gennaio con circa 200 repliche, diventando lo spettacolo più replicato degli ultimi dieci anni. È stata un’esperienza sicuramente magica e diversa dal solito. Dove la sceneggiatura doveva amalgamarsi con personaggi reali e con i loro numeri di magia. Quindi, ho smesso l’abito di padrone del cosmo a fumetti e ho indossato la felpa dell’umiltà dell’ultimo arrivato. E ci ho messo due secondi! Nel corso della stesura sono stato affiancato da Davide Calabrese, degli OBLIVION, che mi ha garantito la possibilità di seguire anche le mie molte uscite editoriali, occupandosi di recuperare personalmente le millemila idee che uscivano dalla testa di Arturo, l’uomo che non dorme mai! Perché andare a vederlo? Perché nonostante tutto ciò che pensate di sapere e di conoscere, resterete a bocca aperta, di fronte alla magia. E crederete».

Se Rat Man sparisse, cosa ne sarebbe di Leo Ortolani…quale anima verrebbe fuori?Sei un autore eclettico, capace di passare dalla scrittura di libri, ricordiamo quello sulle adozioni, alla sceneggiatura, come questa con Brachetti, dimostra che non hai mai timore anche di sperimentare…

 «Rat-Man sparirà. Quindi mi sto già attrezzando a sopravvivere senza! Non so quale anima verrà fuori prima, se quella di narratore di vicende familiari, sulla falsariga del mai troppo lodato Giovannino Guareschi, o se quella nera alla Garth Ennis, scrittore di fumetti talmente estremi da risultare divertentissimi. È una cosa che scoprirò quando ci sarò in mezzo. Come sempre».

Hai mai pensato ad un soggetto per il cinema?

«La serie a cartoni animati di RAT-MAN nacque proprio per via che volevo fare un film, ma tutti mi dicevano di passare prima dalla televisione. Il cinema continuo a frequentarlo con passione, la televisione, grazie, sono anni che non la seguo. E tuttavia, affrontare il cinema non so se ne avrei il tempo o l’energia. Ho due figlie e vorrei dedicarmi a cose più belle, che sputare sangue sul dover riscrivere una scena perché lo dice il produttore di giocattoli».

La prima  convention dedicata a Rat Man si è tenuta a dicembre 2013 a Parma in occasione del numero 100. “A Parma – avevi dichiarato – dove Rat-Man è nato nel 1989, e dove risiede tutt’oggi, grazie alla presenza di numerose trattorie a conduzione famigliare”. Come vive il Ratto a Parma? Si lamenta, è felice…quali caratteri tipici del “parmigiano” ha fatto suoi?

 «Rat-Man vive a Parma benissimo, basta che ci siano gli amici con cui uscire per andare, appunto, in trattorie o locali vari. Si vede che è rimasto scapolo. Di parmigiano ha una certa aria da “so tutto io”, ma anche la generosità che spiazza. Si lamenta, solo che non sa come fare a smaltire l’elefante. Nell’umido, ci sono i sacchetti piccoli, nell’indifferenziata poi va a pagare un’esagerazione, ha provato a telefonare per farlo venire a ritirare, trova sempre occupato. Diciamo che a Parma, la questione degli elefanti da smaltire non ha ancora avuto una risposta chiara dal Comune».

Leo e la politica cittadina. Oggi, come la illustreresti in un fumetto? Domani, il sindaco che servirebbe a Parma: un supereroe o un antieroe?

 «Se dicessi che mi interesso di politica, forse mentirei, forse no. Perché la politica, in fondo, è avere a che fare con le situazioni di tutti i giorni e cercare di cambiarle in meglio. Quindi potrei dire che mi interesso di politica sociale, visto che le persone sono le prime di cui doversi occupare, quando ti viene la voglia di fare qualcosa. E non è necessario di occuparsi di grandi temi sociali. C’è bisogno ovunque. Anche nel vostro quartiere. Basta aprire gli occhi. Basta chiedere, che so, al vostro parroco. Basta non fare finta che nel vostro condominio abitate solo voi. Questi sono i mattoni su cui poi si costruisce tutto il resto. E bastano le persone normali. Per fare il sindaco, invece, bisogna farsi su le maniche ancora di più, perché devi occuparti non solo del tuo quartiere ma di tutta la città».

Quali locali frequenti in città, se un fan dovesse fare un tour di Parma seguendo le tracce dell’autore del suo fumetto preferito…il tuo bar, il tuo teatro, il tuo parco, le tue abitudini…

«Se un fan dovesse cercarmi, mi troverebbe difficilmente…Esco pochissimo, ora che il lavoro di scrittura è teso a chiudere la serie. E quando esco vado spesso a Noceto, dall’amico Marcello Cavalli. O provo trattorie nuove con i vecchi amici, i “Caproni”».

Oggi è Santa Lucia, quali  fantastiche storie entrano in casa Ortolani?

«La mia preferita, quella di Santa Lucia che le hanno cavato gli occhi e quindi avanza a tentoni, inciampando negli zainetti delle belve, lanciati in mezzo al corridoio al rientro da scuola, come se dovessero liberarsi di un carico esplosivo pochi secondi prima che detonasse. Lucy Maria è la “piccolina” della famiglia e crede ancora alla Santa e a Babbo Natale, per cui quando andiamo a vedere se ha lasciato i regali me la porto in braccio che lei, gente estranea che entra in casa nostra quando dormiamo o non ci siamo, piace pochissimo. Tipo “aiutiamo Babbo Natale a casa sua”».

Progetti in cantiere per il nuovo anno?

«Tanti. Forse troppi, come sempre. Ma grazie a Dio Todopoderoso».

 

 

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