17 Luglio 2017

Inquinamento da ozono: situazione critica anche a Parma

Inquinamento da ozono: situazione critica anche a Parma

Sforamenti a Langhirano, in Cittadella e a Colorno.  Al via in Emilia-Romagna il progetto Captor per il monitoraggio diffuso dell’inquinamento da ozono.


Anche in estate il problema dell’inquinamento non svanisce. Parma, come altre province dell’Emilia-Romagna, ha superato i limiti di sforamento dell’ozono. Meno noto rispetto all’inquinamento da polveri sottili, l’inquinamento da ozono è altrettanto pericoloso per la nostra salute. Irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare, peggioramenti di asma ed altre patologie respiratorie nei soggetti a rischio. Questi i sintomi causati dall’inquinamento “estivo”.

Un tipo di inquinamento che colpisce principalmente nei periodi di maggior intensità solare e di calore, di origine sia antropica che naturale, che tende a prodursi per effetto della radiazione solare in presenza di inquinanti primari quali gli ossidi d’azoto (NOX) e i composti organici volatili (VOC). Quest’ultimi prodotti in larga parte da traffico veicolare e attività industriali. “Le politiche di moderazione del traffico sono da attuare anche in estate, e si devono integrare con la gestione delle emissioni industriali. A caldaie domestiche spente, inoltre, risulta alta la domanda di elettricità per la climatizzazione” – spiega Legambiente.

Secondo quanto registrato da Arpae Emilia-Romagna, in tutta la regione sono già 21 le stazioni di monitoraggio dell’Ozono che hanno superato il limite dei 25 sforamenti di 120 µg/m3. Prima fra tutte la stazione di monitoraggio di Gavello, a Mirandola (Modena), dove si registrano 48 giorni di sforamento. La provincia di Parma è al settimo posto per quanto riguarda la stazione Badia di Langhirano (37 giorni di sforamento). Dodicesima e tredicesima, invece, le stazioni della Cittadella (35 giorni di sforamento) e quella di Saragat, a Colorno, (33 giorni di sforamento).

Per sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche connesse all’inquinamento d’Ozono, Legambiente ha aderito, insieme ad altri partner europei,  al progetto CAPTORche ha come scopo la rilevazione dei livelli di ozono attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza, mediante l’installazione presso le abitazioni dei volontari autocandidatisi al progetto di alcuni sensori in grado di rilevare le concentrazioni di ozono. Si partirà dalla provincia di Piacenza, dove risultano già dei volontari.

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