22 Giugno 2018

Inquinamento ambientale e cure termali

Inquinamento ambientale e cure termali

Nella maggioranza dei soggetti che si sottopongono alla terapia inalatoria solfurea, si osserva una riduzione di frequenza e di intensità delle infezioni respiratorie


Numerosi studi hanno documentato la correlazione tra inquinamento ambientale e aumento di frequenza delle malattie a carico dell’apparato respiratorio. D’inverno, così come d’estate, l’aria nelle città è spesso inquinata: gas di scarico delle autovetture, polveri di lattice che derivano dal deterioramento dei pneumatici delle auto, oltre agli inquinanti prodotti dagli insediamenti industriali e, d’inverno, anche l’inquinamento prodotto dai sistemi di riscaldamento. In estate, nonostante l’assenza di inquinamento dovuto al riscaldamento, il calore contribuisce alla formazione dell’ozono, una forma di ossigeno irritante per le vie respiratorie. La maggior parte delle sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera sono gas o particelle che entrano nell’organismo attraverso i polmoni.

Le possibili conseguenze a livello dell’apparato respiratorio dell’esposizione a tossici ambientali sono irritazione oculare, nasale e delle prime vie aeree, infezioni del tratto respiratorio superiore con riduzione delle normali attività quotidiane (assenze lavorative e scolastiche), aumento della sensibilità delle vie aeree che divengono più facilmente soggette ad allergie, in particolare con manifestazioni di tipo asmatico: quindi tosse, catarro e sibili respiratori che richiedono trattamento medico, sintomi associati al declino della funzione polmonare ed alla cronicizzazione dell’infiammazione (bronchite cronica e broncopneumopatia cronica ostruttiva). Aumenta pure la frequenza di infezioni acute a carico delle vie aeree inferiori (bronchiti, bronchioliti e broncopolmoniti) e si incrementa l’incidenza di fasi di riacutizzazione in pazienti già affetti da malattie respiratorie croniche.

Misure volte alla riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti avranno necessariamente un impatto molto diluito nel tempo, manifestando i loro effetti positivi tra molti anni o forse tra molti decenni. Nel frattempo, purtroppo, le affezioni del tratto respiratorio sono destinate ad aumentare di incidenza in tutto il pianeta.

Alla base dei danni sull’apparato respiratorio vi è spesso un meccanismo di ossidazione a livello delle cellule delle mucose respiratorie, che porta alla formazione dei cosiddetti radicali liberi, sostanze estremamente dannose per le vie respiratorie stesse, responsabili dell’instaurazione di processi ossidativi e infiammatori. Il polmone, per le sue caratteristiche funzionali, è un organo ad elevato rischio di danno ossidativo, essendo direttamente a contatto con le fonti esterne di ossidanti quali quelli derivanti dall’inquinamento. Il danno che ne può derivare, ad esempio, contribuisce all’instaurarsi ed all’aggravarsi di quella che è la più frequente malattia respiratoria cronica, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Nella genesi della BPCO contribuiscono da un lato un elevato carico di ossidanti e dall’altro un sistema di difesa solitamente scarsamente efficace o comunque insufficiente di fronte all’elevato carico di ossidanti. Si crea in tal modo una situazione di squilibrio ossidanti-antiossidanti, situazione che prende il nome di stress ossidativo.

La prima cosa che possiamo fare è dunque intervenire per ridurre l’infiammazione e questo tipo di ossidazione, un intervento possibile con le cure termali. «La terapia inalatoria termale, specie con l’utilizzo di acqua solfurea quale quella di Tabiano –dice la Dr.ssa Ilaria Gambardella, medico specialista ORL alle Terme di Tabiano – possiede molte caratteristiche, non ultima la naturalità del mezzo, che la pongono fra uno dei provvedimenti fondamentali per la prevenzione e la limitazione dei danni che l’inquinamento è in grado di espletare a livello delle vie respiratorie». Essa infatti, grazie alle riconosciute proprietà mucolitiche e regolatrici delle secrezioni in eccesso, antiossidanti, di rigenerazione sulle mucose respiratorie alterate, di stimolazione delle difese aspecifiche e specifiche locali (depurazione mucociliare e produzione di anticorpi a livello delle mucose), è in grado di potenziare i naturali meccanismi di difesa delle vie respiratorie ripristinandone uno stato ottimale, grazie in particolare alle proprietà antiossidanti dell’idrogeno solforato, che ricordiamo essere l’elemento terapeutico fondamentale nella terapia inalatoria con acqua solfurea. «Ne consegue che, nella maggioranza dei soggetti che si sottopongono alla terapia inalatoria solfurea, si osserva una riduzione di frequenza e di intensità delle infezioni respiratorie– continua la Gambardella- nonché una limitazione della risposta infiammatoria delle vie aeree agli stimoli ambientali». Quando si siano già instaurate malattie respiratorie croniche, quali ad esempio la bronchite cronica o la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la terapia termale con acqua di Tabiano può contribuire al miglioramento dei sintomi, oltre che a ridurre la frequenza e l’intensità delle fasi di riacutizzazione, limitando quindi la progressione del danno, con conseguente miglioramento della qualità di vita. Le Terme di Tabiano possono vantare in questo campo una pluridecennale esperienza che ne ha fatto l’azienda termale leader del termalismo inalatorio per la cura delle vie respiratorie. Le cure termali inalatorie sono infatti riconosciute per la loro efficacia anche dal Servizio Sanitario Nazionale che le ha inserite nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e sono fruibili da tutti i cittadini italiani al solo costo del ticket sanitario.

Quali sono le fonti di inquinamento?
Un’importante fonte di inquinamento ambientale è il particolato sospeso: un aerosol di particelle solide o liquide di dimensioni variabili derivate da fonti naturali e dalle attività umane (centrali termiche, processi industriali, traffico veicolare, riscaldamento domestico, inceneritori industriali). Le particelle, in base al loro diametro, esplicano danni sull’apparato respiratorio: quelle con diametro inferiore a 5 micron sono in grado di raggiungere addirittura gli alveoli polmonari con possibile compromissione degli scambi respiratori. Numerosi studi indicano che l’esposizione a particolato nel lungo periodo favorisce lo sviluppo di patologie respiratorie croniche come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l’asma. Altri inquinanti ambientali sono gli ossidi di azoto, che comprendono il monossido di azoto, il biossido di azoto  e altri gas e vapori, e l’ozono, di per sé stesso tossico ed è il maggiore ossidante dello smog fotochimico. Molti altri inquinanti (per esempio metalli pesanti quali il piombo, composti organici volatili quali il benzene, gli idrocarburi policiclici aromatici) sono presenti nelle aree urbane e possono causare effetti a lungo termine.

I bambini, i soggetti più a rischio
I bambini sono particolarmente vulnerabili a causa dell’immaturità dei meccanismi di difesa delle vie aeree, in particolare dell’apparato muco ciliare (l’apparato respiratorio è provvisto, dalle cavità nasali sino ai bronchi, di cellule che hanno alla loro superficie le cosiddette ciglia vibratili, le quali, immerse nel naturale muco, sono in grado di muoversi continuamente con movimenti che favoriscono il trasporto verso l’alto del materiale inquinante penetrato nelle vie aeree, che così può essere espulso con la tosse). Vari studi in soggetti di età scolare hanno dimostrato che per ogni aumento di concentrazione di particolato nell’atmosfera si ha un parallelo significativo incremento di sintomi respiratori nella popolazione infantile. Inoltre, se l’esposizione ad elevati tassi di inquinamento atmosferico è presente fin dall’infanzia, esiste una elevata possibilità di sviluppo in età avanzata della broncopneumopatia cronica ostruttiva.

www.termeditabiano.it

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