15 Giugno 2015

Industriali: il Comune di Parma cambi passo

Industriali: il Comune di Parma cambi passo

Settantesima Assemblea Annuale dell’UPI: la relazione del presidente Alberto Figna è decisamente dura con l’Amministrazione Comunale della città. Si chiede un deciso sforzo per riequilibrare il risanamento del bilancio, con un piano di investimenti ora più che mai necessario


Tempo di bilanci e di assemblee e non mancano le sorprese. Oggi si è tenuta la 70a Assemblea Annuale dell’Unione Parmense degli Industriali e, tra i tanti dati che illustrano luci ed ombre dell’economia locale in tempo di perdurante crisi, è arrivato anche un segnale forte alla politica locale.

La relazione del presidente Alberto Figna infatti si è conclusa con una “riflessione specifica”, sono le testuali parole, sull’azione e sui rapporti tra il Comune di Parma e l’UPI. In particolare gli industriali chiedono un deciso cambio di passo nel governo della città di Parma, riferendosi in primo luogo alla maggioranza e alla Giunta Pizzarotti, senza però tralasciare le minoranze e le opposizioni.

Figna ha, infatti, ricordato che l’iniziale condivisione, che gli industriali hanno avuto per Federico Pizzarotti, era motivata e giustificata dall’immane lavoro che attendeva il nuovo sindaco. Salvare la città dal dissesto finanziario era il primo obiettivo del neoeletto ed era ciò che la città si attendeva: ovvio guardare con curiosità e simpatia questa nuova realtà politica all’opera. Passati gli anni, ora però qualcosa va cambiato. I risultati di bilancio ci sono stati, non lo nega il Presidente degli Industriali, ma la cittadinanza li ha pagati e li sta pagando con il massimo rateo tributario, con dirette conseguenze sulla qualità della vita. E qui arriva il severo richiamo. La convizione dell’UPI è che “Sindaco, Giunta, maggioranza e minoranza” si legge nella relazione, debbano “compiere uno sforzo comune grazie al quale si realizzi un giusto equilibrio fra risanamento ed investimenti necessari per rilanciare servizi e capacità di gestione della vita della nostra comunità”. I riferimenti vanno alla sicurezza, sempre più all’ordine del giorno, alla cura e al decoro di una città che aveva ambizioni turistiche e deve poterle conservare, ad una efficiente gestione della raccolta dei rifiuti, all’organizzazione “di un’offerta formativa e di servizio in linea con  le aspettative delle famiglie” e qui l’accenno è evidente e va alla burrascosa e non ancora risolta, vicenda dei servizi educativi. L’UPI non si limita ad indicare le priorità, ma suggerisce anche il metodo, che innanzitutto deve essere quello veramente politico, fatto di ascolto e confronto e impostato su basi di competenza, non su boutade populistiche, purtroppo oggi così in voga. Non è con la polemica strumentale che si possono risolvere o solo affrontare i problemi. No. Occorre invece sapersi mettere in relazione con i cittadini e con le imprese, aprire un confronto serio e, sottolinea la relazione del presidente Figna, con capacità di ascolto e di impegno per creare le condizioni per risolvere i problemi.

In sintesi, l’UPI esce allo scoperto a pochi giorni dal salvataggio in extremis dell’Aeroporto. Quanto si afferma è molto incisivo, perchè non contesta una scelta o una decisione, ma indica la strategia e il metodo. E’ ben più di un suggerimento.

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