14 Agosto 2016

Incendio alla Casa Cantoniera. Rete Diritti in Casa: “E’ doloso!”

Incendio alla Casa Cantoniera. Rete Diritti in Casa: “E’ doloso!”

Nella mattinata di domenica un incendio ha interessato la legnaia dello spazio sociale occupato della Casa Cantoniera di Via Mantova. Nessun danno per le cinque famiglie residenti. Per gli attivisti è un atto doloso e non è la prima intimidazione subita


Un attacco incendiario alla Casa Cantoniera occupata di via Mantova. Il fatto, avvenuto prima delle otto di domenica mattina, è stato denuciato dagli attivisti della Rete diritti in Casa, che da tempo hanno preso possesso della vecchia struttura di proprietà della Provincia, che l’ha ricevuta in eredità dall’Anas.

Le fiamme hanno riguardato la legnaia della struttura, che si trova vicino alla recinzione. L’allarme è stato dato da un passante che dopo aver visto il fumo, ha avvertito i residenti, che da soli sono riusciti a circoscrivere e a spegnere l’incendio. Nulla di grave quindi e nessun problema per le cinque famiglie (circa una quindicina di persone) che attualmente vivono nello stabile, se non che l’atto sembra, a sentir la Rete diritti in Casa, aver una chiara matrice dolosa e quindi diventa una pesante intimidazione.

Nel corso di una conferenza stampa, infatti gli attivisti della Rete diritti in casa e gli abitanti della ex casa cantoniera hanno mostrato una bottiglia di plastica da mezzo litro con odore di benzina, che è stata ritrovata a pochi metri dalla recinzione. Finora non c’è stata nessuna rivendicazione, ma nei prossimi giorni sarà sporta denuncia in Questura.

Non è il primo episodio che si verifica contro lo spazio sociale. In passato vi erano stati due tentativi di incendio, mentre un’altra volta l’edificio è stato preso a sassate.

La casa cantoniera è uno spazio sociale occupato nel 2003 da una rete di comitati cittadini e da alcune famiglie in emergenza abitativa. Vi ha sede inoltre lo sportello Casa della Rete per aiutare le famiglie sfrattate. Lo stabile è di proprietà della Provincia di Parma con la quale nel 2005 è stata aperta una convenzione che prevede un comodato d’uso di nove anni rinnovabile per altri nove per svolgere attività sociali e culturali. L’immobile è stato posto in vendita dall’ente nella fase di dismissione patrimoniale legata all’abolizione delle Province.

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