10 Ottobre 2016

Inaugurato al Campus il Tecnopolo dell’Università per la ricerca applicata

Inaugurato al Campus il Tecnopolo dell’Università per la ricerca applicata

La struttura, cofinanziata dalla Regione, è costata 7 milioni di euro. Il rettore Borghi: “Un passo fondamentale per la realizzazione della Mastercampus strategy”


Il taglio del nastro ufficiale del nuovo Tecnopolo si è svolto questa mattina al Campus da parte del Rettore Loris Borghi e del Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, alla presenza, tra gli altri, del Senatore Giorgio Pagliari, dell’Assessore Regionale Simona Caselli e del Sindaco di Parma Federico Pizzarotti.  

L’edificio, con una superficie interna di circa 3800 metri quadri su tre piani, ospita tre centri interdipartimentali per la ricerca applicata (Siteia.Parma, Cipack e Biopharmanet-Tec) e i primi “Temporary Lab”, spazi per accogliere, in via temporanea, aziende partner dell’Ateneo nelle attività di ricerca (in questa prima fase sono Elettric80, all’avanguardia nel campo della meccatronica per la logistica, e Vislab Ambarella, nata dallo spin-off di Unipr che ha realizzato la prima auto a guida autonoma al mondo capace di avanzare in condizioni di traffico reale). L’opera fa parte della rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna, che riunisce i tecnopoli per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico promossi dalla Regione.

 L’infrastruttura, di importo complessivo di circa 6,9 milioni di euro – di cui 4,8 a valere su fondi FESR 2007-2013 della Regione Emilia Romagna e circa 2 dell’Università di Parma – costituisce un tassello fondamentale per la realizzazione della strategia Mastercampus, il “piano regolatore” di cui si è dotato l’Ateneo per programmare investimenti in strutture moderne collegate ai temi della gestione intelligente di mobilità, energia e servizi. Si vuole sviluppare in modo integrato la presenza di aziende e attività di ricerca applicata complementari alla didattica e alla ricerca di base già presenti nei dipartimenti scientifici del Campus.

 «Con l’inaugurazione del Tecnopolo – ha detto il Rettore Loris Borghi – facciamo un altro passo, fondamentale, non solo nella realizzazione della Mastercampus strategy ma anche nella direzione della nuova Università che stiamo costruendo. Qui infatti trovano spazio sia la ricerca applicata dei centri interdipartimentali sia i “lab” delle aziende partner dell’Ateneo nelle attività di ricerca, in una contiguità virtuosa e ricca di potenzialità nella quale resta fondamentale lo stretto rapporto fra l’Ateneo e il mondo dell’impresa. È proprio in questa contiguità il vero valore aggiunto di tutta l’operazione: un’operazione che fa del Campus, oggi più che mai, un polo di sviluppo e innovazione cruciale per tutto il territorio. Per tutto ciò dobbiamo dire grazie alla Regione, che ha creduto e crede in questo progetto con noi».

 «Innovazione e ricerca sono le direttrici principali delle politiche di sviluppo regionale, commenta il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Il Tecnopolo di Parma, in tal senso, è esempio di quell’innovazione insieme economica, sociale e tecnologica che vogliamo sempre più identifichi il nostro territorio a livello internazionale. Questa struttura è un centro strategico per far vivere l’economia della conoscenza, che rafforza e qualifica gli investimenti realizzati in questi anni da Regione, istituzioni locali e Ateneo. Strategico perché internazionale per approccio e potenzialità. Il caso di enorme successo di VisLab, uno dei laboratori finanziati dalla Regione per la ricerca sui sistemi intelligenti per l’aiuto alla guida dei veicoli – e da un colosso della azienda leader della Silicon Valley come Ambarella – dimostra come il nostro territorio sia in grado di competere nel mercato globale. Bisogna quindi insistere in questa relazione virtuosa tra Università, ricerca, Rete regionale Alta tecnologia, start up e mondo delle imprese, perché sperimenta un’idea di quartiere urbano, attrattivo, fondato sulle migliori espressioni del cambiamento in corso a livello globale: comunità e conoscenza per creare un ecosistema forte, aperto, globalizzato e attrattivo».

La ricerca nel Tecnopolo di Parma
La ricerca industriale dell’Università di Parma si svolge nei sei centri interdipartimentali del Tecnopolo, appartenenti alla Rete Alta tecnologia dell’Emilia-Romagna, cui si aggiunge il centro accreditato Cidea (Centro interdipartimentale di ricerca per l’energia e l’ambiente). Sono Biopharmanet-Tec (Centro interdipartimentale di ricerca per l’innovazione dei prodotti per la salute), Cim (Centro Interdipartimentale Misure “G. Casnati”), Cipack (Centro interdipartimentale di ricerca per il Packaging), Comt (Centro di oncologia molecolare e translazionale), Future Technology Lab e Siteia.Parma (Centro interdipartimentale sicurezza tecnologie innovazione agroalimentare).

Nell’ambito del Por Fesr (Programma operativo regionale Fondo europeo sviluppo regionale) 2014-2020 il Tecnopolo di Parma ha reperito 3,68 milioni di euro per cinque progetti guidati dai centri Biopharmanet-Tec, Siteia.Parma e Cidea, e per la partecipazione in ulteriori 9 progetti in qualità di partner. In prevalenza le ricerche si concentrano sul tema “Agroalimentare” (10 progetti su 14), e in particolare 3 progetti sono coordinati dall’Università di Parma e riguardano il risparmio idrico in agricoltura (Cidea), nuovi paradigmi per le macchine alimentari (Siteia.Parma con il contributo del Cipack) e l’individuazione di varietà di frumento per prevenire la celiachia (Siteia.Parma con il contributo di Biopharmanet-Tec).

Si aggiungono i temi “Salute e benessere” con il progetto di cui è capofila Biopharmanet-Tec, partner interno il Cim, sullo sviluppo di nuovi medicinali in forma di polvere; “Edilizia e Costruzioni”, con il progetto guidato da Cidea sullo studio di nuovi sistemi di riscaldamento evoluti; “Meccatronica e Motoristica”, con un contributo sempre del Cidea, in qualità di partner, nell’ambito di un progetto sulla refrigerazione magnetica, ricerca guidata dal laboratorio Mist E-R; “Energia e Ambiente”, anche in questo caso con un progetto di cui è partner Cidea, nell’ambito del recupero energetico da biomasse provenienti dagli alvei fluviali, ricerca guidata dal laboratorio Intermech-More.

La rete dei Tecnopoli in Emilia-Romagna
Si tratta di una rete di infrastrutture, dislocate in 10 sedi nel territorio dell’Emilia-Romagna, che ospitano e organizzano attività, servizi e strutture per la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale e il trasferimento tecnologico. Sono promossi dalla Regione Emilia-Romagna insieme a università, enti di ricerca ed enti locali.

Nei 10 tecnopoli trovano spazio 37 laboratori di ricerca industriale collegati a 11 centri per l’innovazione, che coinvolgono circa 1.600 ricercatori, di cui 560 nuovi giovani ricercatori.

Il valore complessivo degli investimenti è pari a oltre 240 milioni di euro, di cui 68 milioni per le infrastrutture, 48,8 milioni per le attrezzature scientifiche e 123,6 milioni per i contratti dei nuovi ricercatori. In totale il contributo regionale è di 141 milioni di euro, di cui 94 milioni dal Programma Fesr e 43 milioni da altre risorse regionali, mentre 90 milioni di euro provengono da università ed enti di ricerca e 14 milioni di euro dagli enti locali.

 

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *