19 Luglio 2019

Sospese 857 patenti nel 2018: molte per abuso di alcol

Sospese 857 patenti nel 2018: molte per abuso di alcol

In aumento il fenomeno della distrazione, soprattutto a causa dell’uso del cellulare


Nel 2018 a Parma sono state sospese ben 857 patenti e tra queste 489 per guida sotto abuso di alcol. Ben 87 patenti, inoltre, sono state sospese per guida sotto l’effetto di stupefacenti.  I dati, che arrivano dalla procura, risultano in peggioramento rispetto agli anni precedenti.

Accanto all’abuso di alcool e droga, tra le cause che hanno portato al ritiro di diverse patenti ci sono il sorpasso con violazione del codice della strada e il superamento dei limiti di velocità.

In aumento anche il fenomeno della distrazione, soprattutto a causa dell’uso del cellulare alla guida, che porta a oltre l’80% dell’incidentalità stradale.

Positivi sono invece i dati relativi all’uso delle cinture di sicurezza. Nel 2015 ben 107 patenti sono state sospese per tale ragione, mentre nel 2018 soltanto 5.

In diminuzione, ma purtroppo ancora presente, risulta la circolazione contromano. Sono in calo anche le omissioni di soccorso. In forte crescita è invece il fenomeno dell’uso non conforme del cronotachigrafo alle norme del Codice della Strada: 42 contro le 18 del 2014.

“L’appello che ci sentiamo di fare è quello di auspicare un aumento del rispetto fra tutti gli utenti della strada, che oggi purtroppo viene a mancare anche in presenza di una crescente aggressività.  Dobbiamo prendere coscienza che quando si verifica un incidente non c’è sempre e solo un comportamento alla guida (frizione, freno e acceleratore) ma una troppo spesso volontà a tenere un determinato errato o non consono comportamento dovuto alla psiche, motivo per il quale non sempre il sinistro può rientrare nella circostanza del caso fortuito o delle vicende nate sotto il segno dell’imprevedibilità o della sfortuna”  – spiega il presidente dell’osservatorio regionale per la sicurezza stradale, Mauro Sorbi.

“La vera soluzione al problema sarebbe un cambio di cultura che ci facesse prendere coscienza della nostra inciviltà nel non rispettare le regole del codice della strada, anche perché vorremmo sempre avere ragione a seconda del ruolo di utente della strada che impersoniamo in quel momento: tutte le ragioni ai pedoni, quando lo siamo, tutte agli automobilisti, quando siamo in auto e non riusciamo a capire che la strada è uno spazio pubblico condiviso. Mettiamo il piede sull’acceleratore per questo cambiamento e non sul pedale dei nostri mezzi”.

 

 

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