3 Ottobre 2017

Imprese. Crisi ex Nestlè di Parma, la Regione convoca un vertice

Imprese. Crisi ex Nestlè di Parma, la Regione convoca un vertice

L’assessore Costi: “Non lasceremo nulla di intentato. abbiamo anticipato la problematica al Ministero dello Sviluppo economico”. L’intervento dei consiglieri Pd Cardinali, Iotti e Lori


“Come Regione saremo parte attiva per la salvaguardia dell’occupazione e della territorialità dell’impresa, tutelando le professionalità coinvolte e a difesa di un asset strategico del nostro sistema produttivo regionale e nazionale. Non lasceremo nulla di intentato nei confronti di un grande gruppo come la Nestlè, un marchio internazionale che decide di tagliare le radici con il territorio che ha creato e dato valore ai suoi prodotti”.

Così l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, rispondendo in sede di Assemblea legislativa a un’interrogazione riguardante lo stabilimento della Froneri Italy Srl di Parma (società al 50% Nestlé Italia e 50% R6R, multinazionale inglese proprietà di un fondo), che ha aperto al Ministero del Lavoro lo scorso 29 settembre una procedura di licenziamento collettivo per un totale di 120 esuberi, di cui 112 solo nello stabilimento di Parma (su 185 lavoratori occupati).

“Abbiamo concordato, insieme alle Istituzioni locali- ha annunciato l’assessore Costi-, di convocare un tavolo di salvaguardia occupazionale che si terrà il prossimo 12 ottobre presso il Comune di Parma, per conoscere le ragioni di una decisione che fino a pochissimi mesi fa era categoricamente smentita dall’azienda stessa, e valutare quali azioni intraprendere per garantire il mantenimento di questa importante filiera produttiva che contribuisce a sostenere il Made in Italy nel mondo”.

“Allo stesso tempo- ha aggiunto- abbiamo anticipato la problematica al Ministero dello Sviluppo economico, che ha competenza diretta vista la compagine societaria e l’organizzazione aziendale composta da più siti produttivi in diverse regioni italiane”.

I sindacati hanno lanciato il loro grido d’allarme: “È la prima volta che viene utilizzato un metodo di questo tipo, in cui un’azienda legata a un marchio importante, dopo aver dato rassicurazioni scritte e formali a sindacati, lavoratori e istituzioni locali circa il mantenimento del sito, decide di contraddire quelle scelte e di chiudere a chiave l’azienda, lasciando a casa centinaia di lavoratori”.

“Nell’ambito delle iniziative di mobilitazione contro la chiusura dello stabilimento Froneri (ex Nestlé) di via Bernini a Parma e il contestuale licenziamento di 180 lavoratori fissi e più di 70 stagionali, il prossimo venerdì 6 ottobre è in programma una manifestazione presso lo stabilimento, con attivo di tutti i delegati FLAI, FAI e UILA dell’industria agroalimentare

In questa vertenza sono in gioco centinaia di posti di lavoro e la sopravvivenza di brand storici legati a valori territoriali del nostro Paese. Tutto ciò può “mettere in crisi il sistema industriale del comparto food che, in questi anni di crisi dei consumi, aveva rappresentato un’ancora di salvataggio e che con lo sviluppo dell’export ha rappresentato la carta vincente per far uscire il Paese dalla crisi. Purtroppo scenari di basso profilo industriale, di scarsa attenzione alle persone e alla qualità delle relazioni sindacali e industriali come quelli disegnati da Nestlè e Froneri rischiano di creare danni profondi per le comunità coinvolte oltre che per il Paese tutto”.

Il ritrovo davanti alla ex Nestlé è previsto per le ore 9.00. Alle ore 10.00 partirà il corteo che attraverserà il centro cittadino alla volta della Prefettura di Parma.

Crisi Nestlé. IL 12 ottobre un Tavolo di Salvaguardia occupazionale. I consiglieri regionali Pd Cardinali, Iotti, Lori: “Intraprenderemo tutte le azioni per mantenere questa importante filiera produttiva che contribuisce a sostenere il Made in Italy nel mondo”

 “Facciamo nostre le considerazioni espresse oggi in Aula dall’Assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi in merito alla vicenda dello stabilimento ex Nestlé di Parma del Gruppo Froneri” – dichiarano i consiglieri regionali parmensi Alessandro Cardinali, Massimo Iotti, Barbara Lori – impegnati a seguire da tempo le sorti di un’azienda che a fine luglio smentiva categoricamente l’ipotesi di chiusura.

“Quello alimentare – spiegano i consiglieri regionali – è un settore peculiare del nostro sistema produttivo, in primis quello parmense. Il gruppo Nestlé, presente in Italia dal 1875, dovrebbe interrogarsi in merito alla coerenza tra gli obiettivi dichiarati di “unione tra tradizione e ricerca avanzata fortemente orientata ad un significativo sostegno delle comunità locali” e la scelta di chiudere lo stabilimento di Parma.

La chiusura di questo sito di eccellenza provocherebbe drastiche ricadute sul territorio sia in termini di impoverimento industriale che di perdita di posti di lavoro”.

“Per questo motivo – continuano Cardinali, Iotti, Lori – come Regione stiamo mettendo in campo tutte le azioni per scongiurare la chiusura di questa importante filiera produttiva; per questo seguiremo con attenzione quanto uscirà dall’incontro che si terrà a Parma il prossimo 12 ottobre in accordo con Comune e Provincia”.

“Come consiglieri regionali del Pd – concludono i consiglieri parmensi – non lasceremo nulla di intentato, anche richiamando i consumatori della nostra Regione e dell’Italia a valutare comportamenti critici nei confronti di una azienda che depaupera il nostro sistema produttivo di alta qualità e licenzia i lavoratori”.

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