5 Luglio 2015

Il Verdi a tappe

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Il Verdi a tappe

Dalla nascita alla salvezza: la storia dell’Aeroporto parmigiano


L’intitolazione a Giuseppe Verdi. L’ampliamento dell’Aeroporto di Parma parte negli anni novanta. Il 4 aprile 1990 veniva posata dal prefetto di Parma Claudio Gelati, la prima pietra del nuovo aeroporto ed un anno dopo, il 5 maggio 1991, con l’inaugurazione, viene aperto ufficialmente, l’aeroporto, intitolato in seguito al grande compositore bussetano.

L’arrivo di Ryan Air. Nel 2006, la compagnia aerea low cost Ryan Air inizia ad operare nello scalo parmigiano dando il via ad alcune tratte importanti, oggi ancora attive.

Lo sbarco degli Austriaci. Nel 2008 al Verdi sbarcano gli austriaci, una data importante perché segna l’ingresso di un socio privato, Meinl Airports International, che fa capo all’omonima società finanziaria austriaca, che acquisisce i due terzi delle quote di Sogeap mentre cala drasticamente la partecipazione economica degli enti pubblici.

La concessione ventennale. Nel gennaio 2014, la SO.GE.A.P. riceve la concessione ventennale per la gestione dell’aeroporto Giuseppe Verdi di Parma, un documento atteso dal 1999.

Le difficoltà. Siamo nell’estate 2014, il Verdi attiva i voli per Malta con Air Malta, ripristina i voli per Olbia e Lampedusa, ma i segnali del declino iniziano a farsi pressanti. Si iniziano a fare conti e a stilare bilanci. Dalla Sogeap arrivano appelli al territorio perché si intervenga per scongiurare il rischio di chiusura dell’aeroporto, bisognoso di risorse per andare avanti.

Scalo di interesse nazionale. Nonostante le difficoltà, a febbraio 2015, l’aeroporto Verdi è segnalato come scalo “di interesse nazionale” nel piano nazionale del Ministero dei Trasporti. Undici aeroporti (fra questi anche Bologna) sono selezionati come “strategici. Altri 26 scali, tra cui quello di Parma, sono invece stati definiti “di interesse nazionale”.

La cordata cinese. Ne primi mesi del 2015 la speranza che un investitore privato possa salvare la sorte del Verdi arriva con la cordata cinese guidata da Izp Tech, potenzialmente interessata all’acquisto. Ma le trattative finiscono presto in fumo, ed i cinesi spariscono. La salvezza inizia a profilarsi come un miraggio, online spuntano diversi SOS, per sensibilizzare e portare l’aeroporto all’attenzione di cittadini, istituzioni e aziende.

La liquidazione. Ormai senza alternative, viene annunciata la liquidazione dello scalo, fissata l’11 giugno 2015, con conseguenze drastiche: l’Aeroporto di Parma perderà la concessione ventennale totale e il Verdi verrà tolto dal piano nazionale aeroporti.

La salvezza. A pochi giorni dall’assemblea dei soci dell’11 giugno, che deciderà sulla messa in liquidazione della società di gestione dell’aeroporto Sogeap, in un consiglio direttivo straordinario dell’Unione industriali di Parma viene dato mandato al presidente Alberto Figna di impegnarsi per mantenere in vita lo scalo per almeno due anni, investendo cinque milioni di euro. In particolare, il nuovo aumento di capitale comporterà il passaggio di Meinl Bank, il socio austriaco, da primo azionista dello scalo a socio di minoranza

 

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