8 Ottobre 2015

Il Festival Verdi tra un mercatino e un mulino a vento

Il Festival Verdi tra un mercatino e un mulino a vento

Ottobre è il mese dedicato al Maestro, ma quest’anno l’eccellenza locale deve fare i conti con i prodotti parigini che hanno invaso la piazza. I negozianti non ci stanno e in molti sostengono il Festival allestendo le proprie vetrine


Che ottobre, a Parma, sia il mese dell’anno interamente dedicato alla musica verdiana, è risaputo. Ed è risaputo che la città e il territorio si adoperino per fare in modo che il Festival Verdi abbia il successo che merita.

Quest’anno, alcune cose sono cambiate, a partire dalla direzione generale del Teatro Regio, affidata a Anna Maria Meo. La nuova direttrice intende innanzitutto rilanciare la nota kermesse musicale, facendone uno dei più grandi appuntamenti internazionali dedicati all’Opera. Proprio così, perchè cultura ed economia possono andare a braccetto e favorire lo sviluppo del territorio attraverso l’incremento dei flussi turistici. Serve semplicemente buona volontà e tanta collaborazione tra le parti.

Ma, quest’anno, c’è anche un’altra novità: il Mercatino francese Belle Epoque. Cosa c’entra con il Festival? Assolutamente nulla. Chi si reca in centro, dal 3 al 18 ottobre, può vedere da una parte il Teatro, la musica e i componimenti verdiani, dall’altra un mulino a vento che vuole imitare il Moulin Rouge e tanto, tantissimo cibo francese. “E i prodotti locali dove sono?” si chiedono in tanti. Soprattutto i commercianti avrebbero preferito che il mercatino francese fosse realizzato in un periodo dell’anno diverso e, magari, per meno tempo. Inoltre, molti operatori commerciali, grazie alla collaborazione tra Ascom e Teatro Regio, hanno allestito in tema verdiano le proprie vetrine realizzando vere e proprie scenografie con costumi e accessori di scena messi a disposizione dal Teatro.

Insomma, l’edizione 2015 del Festival ha i contorni di un braccio di ferro tra locale ed estero, tra eccellenze del territorio e prelibatezze d’oltralpe. Ma è davvero così? In termini turistici, le due cose non possono coesistere? Il mercatino francese non può rappresentare un motivo in più, per i turisti che giungono a Parma per il Festival, di intrattenersi ulteriormente in città?
Una cosa è certa (e tutti continuano a ripeterlo): Parma ha bisogno di grandi eventi, soprattutto culturali, eventi che possano dare ampio respiro alla città, eventi che attraggano gente non solo dall’Italia, ma anche dall’estero. Parma ha bisogno anche, e soprattutto, del Festival Verdi, di quell’evento che inorgoglisce la città perchè culla di un Maestro che il mondo intero c’invidia e che resiste nei secoli, che continua a travolgere e coinvolgere, che affascina e conquista, che incanta con le sue note e con la sua storia.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *