22 Novembre 2015

Regio – Ghiretti. Il Festival Verdi terreno di scontro

Regio – Ghiretti. Il Festival Verdi  terreno di scontro

Dopo l’attacco del consigliere di Parma Unita, “Il Festival Verdi non ha un bilancio”, ora la replica della Fondazione che difende la propria azione amministrativa: “non intendiamo tollerare oltre la continua azione diffamatoria dei consiglieri comunali”


 

“Il Teatro Regio quale vetrina e terreno di proprie battaglie politiche”. La Fondazione Teatro Regio risponde  a Roberto Ghiretti che con una nota stampa nei giorni scorsi aveva denunciato l’impossibilità di accedere ai dati del Festival Verdi . Sulla kermesse si discute da giorni, anche per la recente bocciatura degli emendamenti presentati dalla senatrice Maria Mussini, nonostante stia andando avanti un altro iter a firma Giorgio Pagliari ancora non concluso, per il riconoscimento legislativo della manifestazione come evento nazionale.

Nel botta e risposta tra Regio e Ghiretti, i toni sono accesi: “La Fondazione non intende tollerare oltre la continua azione diffamatoria rispetto alla modalità di condurre le proprie attività, e il danno d’immagine che da essa consegue, da parte di Consiglieri comunali”. Pronta la replica di Ghiretti che si dice intenzionato ad andare avanti nel suo lavoro di monitoraggio civico: “I signori in questione da tempo si rifiutano di dare conto in modo articolato e puntuale di quanto spendono e di quanto incassano per il Festival Verdi, inserendo taluni dati nel calderone di un Bilancio generale che per forza di cose non può essere esaustivo, o nascondendosi dietro a delle formali correttezze”.

Di seguito le note stampa integrali del Teatro Regio e del consigliere di Parma Unita

La risposta della Fondazione Teatro Regio a Ghiretti

In merito alla nota del Consigliere comunale Roberto Ghiretti diffusa attraverso i principali media locali riguardante la risposta della Fondazione Teatro Regio di Parma alla sua richiesta di accesso agli atti relativi al Festival Verdi 2015, la Fondazione conferma la correttezza formale della stessa e ne ribadisce il contenuto.

La Fondazione afferma e difende altresì la serietà dell’azione amministrativa condotta dal proprio Consiglio di Amministrazione nel predisporre all’interno del bilancio preventivo i costi inerenti il Festival Verdi e nel richiederne il continuo monitoraggio rispetto alle entrate per poterne verificare l’equilibrio in sede di discussione del bilancio consuntivo dell’ente.

Sostenere che al Festival Verdi manchi il sostegno da parte del tessuto produttivo del territorio non corrisponde a verità e anzi svilisce lo sforzo e l’impegno di partner e sponsor che hanno deciso di rinnovare, incrementare o riconoscere per la prima volta il loro contributo per la buona riuscita della manifestazione.

La Fondazione non intende tollerare oltre la continua azione diffamatoria rispetto alla modalità di condurre le proprie attività, e il danno d’immagine che da essa consegue, da parte di Consiglieri comunali che utilizzano il Teatro Regio quale vetrina e terreno di proprie battaglie politiche, riservandosi, per il futuro, di agire a propria tutela nelle modalità e nelle sedi opportune.

La replica di Roberto Ghiretti

Il comunicato della Fondazione Teatro Regio rafforza la mia determinazione nella mia azione di monitoraggio civico, che gli stessi cercano forse di fiaccare con minacce di azioni legali. I signori in questione da tempo si rifiutano di dare conto in modo articolato e puntuale di quanto spendono e di quanto incassano per il Festival Verdi, inserendo taluni dati nel calderone di un Bilancio generale che per forza di cose non può essere esaustivo, o nascondendosi dietro a delle formali correttezze. I suddetti dimenticano forse, e a mio avviso con eccessiva facilità, di vivere grazie a soldi del contribuente, dei cittadini. È soprattutto per questo motivo che costoro devono dare conto del proprio agire come ossequio ad una regola democratica che spesso tendono a non vedere. Il mio avvocato sarà ben lieto di insegnare loro questa educazione, e siccome desiderano andare in Tribunale confido che almeno dalla presa visione degli atti possa emergere la verità delle scelte amministrative che ad oggi non c’è modo di conoscere. Diffamazione è una condotta sottesa a offendere o screditare qualcuno: se intendono evitare certi giudizi politici alla richiesta di atti rispondano elargendo gli atti stessi. Si ricordino della mia funzione di controllo, e ricordino soprattutto che tale prerogativa a me e non a loro è stata consegnata da migliaia e migliaia di cittadini. Dei quali non sembrano avere il minimo rispetto, per inciso.

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