22 Luglio 2015

Stop al Consiglio Comunale. Rinvio a mercoledì

Stop al Consiglio Comunale. Rinvio a mercoledì

Dopo le interpellanze dei consiglieri, all’appello è mancato per due volte il numero legale. Si doveva presentare il bilancio provvisorio, ma mancavano molti consiglieri, il sindaco e il vicesindaco


Clamoroso in Municipio. La prima delle tre sedute di Consiglio comunale dedicate al bilancio di previsione 2015 e al piano triennale delle opere pubbliche è stata annullata… per mancanza del numero legale! Troppe le assenze tra i consiglieri di maggioranza per garantire la validità della discussioni. Mancavano inoltre Sindaco e Vicesindaco, la cui presenza sarebbe stata d’obbligo se non altro per l’importanza dei temi trattati e per il rispetto del Consiglio.

Dabbenaggine o bizantinismo? Il quesito è ora questo, per cercare di capire come mai si sia affossata la prima riunione dedicata al bilancio di previsione 2015 (ma l’assenza del sindaco è sintomatica). Di sicuro è una pessima figura nei confronti della città, che merita forse un governo più determinato e convinto in questa fase delicata. Comunque il presidente Vagnozzi ha riconvocato il Consiglio per domani alle ore 21.

Per la cronaca nell’unica parte che si è tenuta, sono state esposte alcune interpellanze.

Pellacini – Progetto Centro Cinema all’Edison: il consigliere si è detto sorpreso della scelta di investire sull’area Edison, chiede chiarimenti all’Assesore Ferraris, ma non li riceve.

Dall’Olio – Inchiesta Aemilia: Desta preoccupazione il risultato dell’inchiesta, afferma Dall’Olio e occorre mantenere alta l’attenzione e rompere il silenzio. A Parma c’è anche la mafia, è un dato di fatto e occorre il coraggio di dirlo e affermarlo. Dall’Olio sollecita il Presidente del Consiglio a rilanciare l’idea dell’osservatorio: periodicamente (ogni tre o sei mesi) ci si dovrebbe aggiornare, per informare la città.

Nuzzo – Centro Studi – Quesito Referendario: Sollecitato dal cittadino Palmas, Nuzzo ha esposto il documento istitutivo del Centro Studi sulla criminalità, aperto per 18 mesi e ora scaduto. Atto d’accusa sul referendum sui servizi edicativi: sono passati 77 giorni e mancheranno 13 giorni per completare la raccolta delle firme. Impossibile.

Risposta dell’Assessore Casa: il Centro Studi partirà entro il mese, due convenzioni sono già state siglate

Sul quesito referendario c’è stato l’intervento di Bizzi (con il lutto al braccio per la morte della democrazia): l’attesa per il referendum è funzionale solo per l’assegnazione del bando dei servizi educativi. A quel punto il quesito non sarà più ammissibile. Tutto questo è in contraddizione con il programma di governo della Giunta.

Bizzi – Richiesta del Garante dei Detenuti: Si chiede all’Assessore Rossi di farsi garante verso l’amministrazione carceraria di via Burla delle richieste del Garante. Se lo fa appoggio da parte del Pd.

Lorenzi – Spip: Sono state rese note le notizie sugli sviluppi dell’indagine Spip. Si invita la Commissione di analizzare le responsabilità politiche della vicenda, sentendo Buzzi, Calestani e tutti quanti sono stati coinvolti dalla vicenda

Bosi – Spip: Passo avanti per la conoscenza della verità.

Replica di Buzzi su Spip: “Non ho nulla da nascondere. Sono a disponibile a discutere degli errori, ma non ho commesso alcun reato, basta con le chiacchiere da bar”.

Si passa all’appello, il capogruppo Pd Nicola Dall’Olio fa presente al presidente Marco Vagnozzi che mancano consiglieri del M5s (tra cui il sindaco Federico Pizzarotti) a garantire il numero legale. Vagnozzi decide di procedere ugualmente e quattro consiglieri dem non rispondono presente all’appello. Complici altre defezioni, manca il numero legale e la seduta viene sospesa. Caos. Secondo appello e ancora presenze insufficienti a garantire il numero legale. Pausa di quasi un’ora, poi chiusura e riconvocazione per domani alle 21.

 

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