25 Agosto 2015

I lavoratori Pali Italia non si arrendono. Interviene la Maestri

I lavoratori Pali Italia non si arrendono. Interviene la Maestri

Occorre salvaguardare i lavoratori prendendo in considerazione l’offerta fatta da un imprenditore disponibile a garantire la continuità produttiva. La deputata: “Garantire la cassa integrazione”


“Seguo con preoccupazione la situazione dei lavoratori della Pali Italia, che porterò all’attenzione dei Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico”. La deputata del Pd Patrizia Maestri esprime così la volontà di intervenire anche all’interno dei lavori parlamentari per dare una maggiore salvaguardia al futuro dei 78 dipendenti rimasti coinvolti nel fallimento dell’azienda di Pizzolese, attualmente in curatela fallimentare.

Dopo il volantinaggio di fronte al Tribunale di metà luglio e l’affissione di un manifesto davanti alla sede aziendale dell’altro giorno, si fa infatti sempre più pressante la richiesta da parte degli operai di trovare una soluzione che li tuteli di fronte al fallimento.

“Mi impegno ad intercedere con i Ministeri competenti affinché venga concessa la cassa integrazione a tutti quei lavoratori che da aprile non percepiscono alcuno stipendio – prosegue Maestri – in una situazione già difficile per tutto il territorio, bisogna infatti scongiurare l’ipotesi della messa mobilità per i lavoratori dell’azienda, una situazione che metterebbe in grande difficoltà tutte le loro famiglie; bisogna mettere in campo la soluzione della cassa integrazione, in attesa di capire quale scenario i curatori andranno a costruire nell’ottica di una eventuale continuità aziendale e di un riassorbimento lavorativo dei dipendenti”.

Dopo mesi di manifestazioni, i lavoratori di Pali Italia, anche alla luce degli incontri avvenuti  presso il MSE dopo il dichiarato fallimento dell’azienda, hanno ripreso la protesta attraverso un manifesto che hanno affisso all’ingresso della sede di Pizzolese dove, rivendicando i propri diritti, contestano l’ipotesi di mobilità e rimarcano la necessità di prendere in seria considerazione l’offerta di un nuovo imprenditore che in più di un’occasione si è dichiarato disponibile a garantire la continuità produttiva dell’azienda. Questo il testo del manifesto.

“Cara Curatela, noi non ci fermiamo, ed andiamo avanti a testa bassa, da oggi affisso all’ingresso dell’azienda il nostro manifesto. Pali Italia, l’azienda siamo noi, no mobilità perché: l’azienda siamo noi! Esseri umani, con le nostre famiglie, mogli, compagne e figli…e non macchinari da essere messi nel rottame. La vostra priorità deve essere salvaguardare il più possibile e prima possibile i lavoratori ed il lavoro di quest’azienda, vere vitime di questo fallimento, non le tasche di una proprietà che ha già fatto troppo danno, i soldi che mancano si recuperano dalle sue tasche. C’è un imprenditore nuovo e degli ordini da produrre, questa si chiama continuità. “Il tempo è denaro” e tutto il tempo che passa sono soldi persi, immediatamente al Ministero per la Cigs ed attivazione per affitto ramo d’azienda. Attenti ai cattivi consiglieri, attenti ai grilli parlanti, attenti a chi si fa vittima del sistema, lui ed i suoi scagnozzi sono i carnefici, lupi travestiti da agnello. Voi rappresentate lo Stato, e la Costituzione recita: art 1: L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, non sul lucro, speculazioni, fallimenti, finanza. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. A che punto siete? Subito giustizia per i lavoratori, Cigc e lavoro. Magistratura per i colpevoli, proprietà, dirigenza e collusi. Il messaggio che trasmettiamo è che non c’è tempo per gli esperimenti, ne tanto meno lo spazio per chi uscito dalla porta vuole rientrare dalla finestra, magari con l’ausilio di qualche “omminicchio” del’UPI, che ancora resta ancorato alla vecchia proprietà, forse prezzolati extra, noi non ci stiamo e ve lo scriviamo sulla porta di casa vostra affinché capiate, che noi siamo alla porta ormai”. “

 

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