23 marzo 2016

Giorni di stragi, giorni di orrenda paura. Tra i dispersi funzionaria Efsa per tre anni a Parma

Giorni di stragi, giorni di orrenda paura. Tra i dispersi funzionaria Efsa per tre anni a Parma

Prima Tarragona, poi Bruxelles: il terrore nei confronti di un mondo che non vuole cambiare e il dolore per le vittime


Sono stati giorni di terrore, di dolore, di paura. Sono stati giorni in cui il mondo, nonostante tutto, non si è fermato, è andato avanti, controvento. Sono stati giorni in cui sono volate preghiere, sono saltate bombe, si sono rivoltati autobus. Sono stati giorni in cui ognuno di noi, chi più chi meno, si è posto delle domande, si è interrogato sull’atroce brutalità dell’esistenza e sulla devastante irrazionalità dell’uomo. Perché sì, siamo tutti uomini, siamo tutti esseri umani. E c’è chi vive, ma c’è anche chi muore. C’è chi sopravvive, ma c’è anche chi si china, si schianta contro l’asfalto, e chiude gli occhi per sempre.

Così, pochi giorni fa, la notizia dei ragazzi coinvolti nell’incidente in Catalogna. Una morte avvenuta per un semplice colpo di sonno, un maledetto colpo di sonno. E così si è sbriciolata l’esistenza di chi non aveva ancora l’età per addormentarsi, di chi sognava in grande e quell’esperienza serviva per coltivare le proprie passioni. Ma no, una logica non c’è. E si muore. D’un tratto. In silenzio. Senza preavviso. “Poteva essere mia figlia” ha detto qualcuno. Eccome se poteva esserlo. Eppure, per strane macchinazioni celesti, c’è chi è destinato a salvarsi e chi no. C’è chi decide di fumare una sigaretta prima di entrare in aeroporto e così salva la sua vita, inconsapevolmente. Autobus. Metro. Aereo.

Gli studenti di Parma hanno ricordato le studentesse Erasmus che hanno perso la vita nell’incidente di Tarragona, il coro dell’associazione studentesca Ducatus Parmae ha intonato le note dell’inno “Di canti di gioia”, scritto nel 1891 in onore degli studenti caduti per la patria. E a queste vittime, si sono aggiunte quelle degli attentati di Bruxelles. Tutti insieme. Tutti vittime.

Il testo “Di canti di gioia”:
Di canti di gioia,
di canti d’amore
risuoni la vita,
mai spenta nel core,
non cada per essi la nostra virtù
non cada per essi la nostra virtù.

Dai lacci sciogliemmo
l’avvinto pensiero
ch’or libero spazia
nei campi del vero;
e sparsa la luce sui popoli fu
e sparsa la luce sui popoli fu.

Ribelli ai tiranni,
di sangue bagnammo
le zolle d’Italia;
fra l’armi sposammo
in sacro connubio la Patria al saper
in sacro connubio la Patria al saper.

La Patria facemmo
coi petti, coi carmi,
superba nell’arti,
temuta nell’armi,
regina nell’opre del divo pensier
regina nell’opre del divo pensier.

E purtroppo sembrano essere confermate le notizie secondo le quali ci sarebbe un’italiana tra le persone disperse a seguito dell’attentato a Bruxelles,e si tratterebbe di una persona che per tre anni ha vissuto e lavorato a Parma per l’Efsa.

Si tratterebbe di Patricia Rizzo, funzionaria italiana della Commissione europea, che ha fatto parte dello staff dell’Efsa fra il 2003 e il 2008, prima in Belgio, poi a Parma,

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