4 maggio 2017

Ghiretti: “Aree Spip ad uso agricolo? Potrebbe costarci molto caro”

Ghiretti: “Aree Spip ad uso agricolo? Potrebbe costarci molto caro”

Parma Unita: “Sono oggetto della procedura fallimentare e le banche potrebbe rivalersi sul Comune”  E sulle candidature: “Paolo Zoni e Cova non sono in lista”


Con il fallimento di Spip, il Comune si è alleggerito di 100 milioni di debiti, ma la procedura fallimentare è tutt’ora in corso. Le banche cercano di recuperare più risorse possibili e la vendita di aree commerciali oggetto del fallimento sono una delle poche possibilità che hanno. L’annuncio del Comune di retrocedere ad uso agricolo quei terreni comporterebbe una notevole perdita del loro valore.

Secondo Roberto Ghiretti esistono delle lettere di patronage che metterebbero in difficoltà l’amministrazione, se i creditori di Spip chiedessero ragione di un’azione che li priverebbe di risorse economiche, fino a poter diventare autorizzati a rivalersi sul Comune.

Ecco l’intervento di Ghiretti. “Mentre Pizzarotti continua a vendere alla città il tema della messa in ordine dei conti un nuovo pericolo si profila per le casse comunali. Mi riferisco alla retrocessione ad aree agricole dei terreni facenti parte del cosiddetto Spip 3. Questa misura, contenuta nel Psc, è quella che ha consentito al Sindaco uscente di dichiarare con il solito stile roboante che un milione di metri quadrati di aree edificabili verranno riconvertiti ad uso agricolo. Ebbene di questi, circa 700mila metri quadrati, sono riconducibili a Spip.

Il problema è che questi terreni sono oggi al centro di una procedura fallimentare che vede parte in causa una serie di banche che vantano crediti più che significativi. Tali crediti sono poi i mutui che vennero erogati a suo tempo per l’acquisto delle aree e vennero erogati ovviamente sulla base di una stima che prevedeva una loro destinazione ad insediamento produttivo. Retrocedere Spip 3 ad uso agricolo oggi configura il possibile rischio di essere messi nelle mani di un istituto per il recupero dei crediti che faccia valere quelle lettere di patronage che, ahimè, vennero sottoscritte a suo tempo dagli amministratori competenti. Questo, in soldoni, significa che il debito che gravava su Spip, eliminato attraverso il fallimento della partecipata, rischia di rientrare dalla porta principale.

Nell’ultimo Consiglio comunale ho chiesto se fosse stata posta particolare attenzione rispetto a questo passaggio, la risposta come sempre è stata vaga, contando evidentemente sul fatto che questo problema dovrà affrontarlo e risolverlo il prossimo sindaco di Parma. La serietà e la capacità amministrativa di una maggioranza si vede anche e soprattutto da queste cose”.

Roberto Ghiretti, Parma Unita

 

 

 

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