9 giugno 2017

Ghiretti chiude la campagna elettorale con una poesia di Caproni

Ghiretti chiude la campagna elettorale con una poesia di Caproni

“Se desiderate un Comune a disposizione dei nostri bambini, delle giovani famiglie, dei nostri anziani, noi siamo la risposta che cercavate”


“Si conclude anche questa campagna elettorale, tra poche ore saremo chiamati ad esercitare con un voto la democrazia. Devo confessarvi che il solo pensiero mi mette di buon umore, perché la democrazia è una festa di tutti a prescindere da come finirà. Ho scelto di partecipare a questa competizione elettorale in modo defilato, per dare spazio ai tanti che nel tempo prenderanno le redini di Parma Unita, e rappresenteranno quindi i moderati nel futuro. Ma nel farlo, ho cercato di mettere a disposizione del gruppo il mio bagaglio di esperienze, perché non ho mai avuto paura di sporcarmi le mani in tutta la mia vita.

Proprio questo ci racconta questa campagna elettorale: che Parma Unita è il futuro del civismo cittadino, e che i moderati avranno da noi una casa che non apre i battenti a pochi mesi dalle elezioni per poi richiuderli appena finite le stesse. Noi lavoriamo per la città ogni giorno di ogni settimana da anni ed anni, senza posa. E’ questo che ci diversifica dagli altri.

Siamo gli unici ad aver presentato un programma completo e credibile sui temi del welfare, della cura degli anziani, della sicurezza. Organizzavamo fiaccolate con i cittadini quando ancora i nostri novelli concorrenti pensavano al modo migliore per affettare il culatello, e lo facevamo senza sobillare nessuno contro nessuno.

Perché Parma Unita è questo, un modo di accogliere in città senza scadere nel razzismo ma senza nemmeno indulgere rispetto alla violazione della legge. Un modo di valorizzare le nostre bellezze architettoniche senza che ciò si trasformi in lavori da passare ai nostri sodali politici. Noi siamo la differenza, nel centro moderato parmigiano. E’ per questo che noi abbiamo tranquillamente potuto esibire il modulo 335, il certificato dei carichi pendenti, mentre il nostro principale accusatore Federico Pizzarotti lo nasconde ben bene alla vista dei concittadini.

Certo, siamo stati incalzanti, nei confronti di chi gestisce il potere. Ma chi l’ha scritto che i moderati non debbano essere attenti al rispetto delle leggi? Giovanni Falcone non era uomo di sinistra, ma pochi sono stati attenti alla legalità quanto lui. Essere moderati significa con serenità e pacatezza esigere questo. Non accettare per Parma nulla che non rappresenti il massimo.

Il mio appello al voto è dunque questo: se desiderate una città che non basi i propri rapporti sulla fobia per l’altro, noi siamo la risposta che cercavate. Se desiderate un Comune a disposizione dei nostri bambini, delle giovani famiglie, dei nostri anziani, noi siamo la risposta che cercavate. Soprattutto se siete stanchi di politici vanesi e autoreferenziali, che magari passano il tempo su Facebook mentre Parma viene sommersa dalle acque del Baganza, noi siamo la risposta che cercavate.

Un ringraziamento speciale a tutti gli amici che in questi anni con me hanno creato e voluto rendere forte Parma Unita e soprattutto a questa bella e “speciale” squadra che ha affrontato senza esperienza ma a viso aperto questa campagna elettorale.

Infine un forte sostegno e un abbraccio a Paolo Scarpa, il “Sindaco della porta accanto” un uomo non legato a logiche di partito e con una profonda e normale onestà intellettuale che penso sia stato e sarà l’uomo giusto sul quale investire per il futuro di Parma.

Per quanto riguarda me, io non cerco nulla: ho rinunciato molti anni fa a qualsiasi benefit diretto o indiretto e mi sono speso per la mia città al meglio delle mie capacità. Mi congedo da questa campagna elettorale con una poesia che amo particolarmente”. Roberto Ghiretti

Congedo del viaggiatore cerimonioso di Giorgio Caproni (estratto)

Amici, credo che sia

meglio per me cominciare

a tirar giù la valigia.

Anche se non so bene l’ora

d’arrivo, e neppure

conosca quali stazioni

precedano la mia,

sicuri segni mi dicono,

da quanto m’è giunto all’orecchio

di questi luoghi, ch’io

vi dovrò presto lasciare.

 

Vogliatemi perdonare

quel po’ di disturbo che reco.

Con voi sono stato lieto

dalla partenza, e molto

vi sono grato, credetemi

per l’ottima compagnia.

 

Ancora vorrei conversare

a lungo con voi. Ma sia.

Il luogo del trasferimento

lo ignoro. Sento

però che vi dovrò ricordare

spesso

 

 

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