27 settembre 2018

Fratelli, imprenditori, latitanti: arrestati in Svizzera per frode fiscale

Fratelli, imprenditori, latitanti: arrestati in Svizzera per frode fiscale

La Guardia di Finanza di Parma era sulle tracce dei due campani dal 2015


Erano sulle loro tracce dal 2015, quando scoprirono il giro di false fatturazioni e prestanome che permetteva ai due fratelli, imprenditori campani, di frodare il fisco per svariati milioni di euro. Il cerchio che gli uomini della Guardia di Finanza di Parma hanno stretto attorno ai due latitanti si è chiuso, portando al loro arresto in Svizzera, per la precisione a Lugano. Si tratta dell’inchiesta portata avanti dalle Fiamme gialle sotto la direzione della Procura della Repubblica, un’indagine iniziata tre anni fa, attraverso la quale era stato individuato un articolato sodalizio criminale, composto da 59 soggetti collegati a vario titolo a 92 società operanti sull’intero territorio nazionale.

L’organizzazione operava attraverso un meccanismo illecito basato sulla creazione o l’acquisizione di numerose società, poi affidate a rappresentanti legali, quasi sempre extracomunitari, risultati meri prestanome. Nelle prime dichiarazioni fiscali presentate, tali persone esponevano falsi crediti IVA generati da costi per centinaia di migliaia di euro in realtà mai sostenuti, non documentati o addirittura supportati da false fatture; i crediti fittizi così creati venivano ceduti ad altre imprese che li utilizzavano in compensazione di reali debiti tributari, riuscendo, in tal modo, a non pagare le tasse dovute.  

Sulla base dell’attività investigativa, la Procura di Parma aveva ottenuto misure cautelari sia personali, per evitare il reiterarsi dei reati e per il concreto pericolo di fuga degli indagati, sia reali, quest’ultime volte a recuperare il profitto illecitamente ottenuto dal meccanismo fraudolento, oltre 4 milioni di euro. Per questo erano già stati sottoposti a sequestro quote di società operative, autoveicoli di lusso intestati ai soggetti coinvolti, terreni ed immobili sia nella provincia di Napoli che di Parma, nonché cospicue somme liquide, depositate sui conti correnti nella disponibilità del sodalizio. Tuttavia, i due fratelli di origine campana a capo dell’organizzazione criminale, colpiti dal provvedimento di cattura e formalmente residenti in Estonia, avevano fatto perdere le loro tracce sottraendosi abilmente all’arresto.  

I due sono stati individuati e catturati in Svizzera, nella zona di Lugano, dove sono in attesa dell’estradizione verso l’Italia. I finanzieri stanno ora indagando per ricostruire la rete di fiancheggiatori che hanno favorito la latitanza e per verificare se e in che modo abbiano utilizzato gli altri 16 milioni di euro circa di crediti fittizi creati, pronti per la successiva compensazione con reali debiti tributari e previdenziali gravanti sulle società a loro riconducibili.

 

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