13 Giugno 2017

Pizzarotti 34,78%, Scarpa 32,73. l’ex sindaco primo ma di poco

Pizzarotti 34,78%, Scarpa 32,73. l’ex sindaco primo ma di poco

Il sindaco uscente ha solo due punti di vantaggio (1560 voti) sul candidato del centrosinistra. Lo rivorrebbero sindaco il 17% dei parmigiani. Affluenza mai così bassa


Era dato a 16 punti di distacco dai sondaggi di poche settimane fa. Gli exit pool lo hanno ridimensionato a dieci punti davanti a Scarpa, le proiezioni a sei. Poi è arrivata la realtà. Federico Pizzarotti, dopo cinque anni di amministrazione a Parma si ritrova al ballottaggio, da sindaco uscente e con la stampa nazionale a fargli la volata per anni, utilizzandolo come l’anti-Grillo, con soli due miseri punticini di vantaggio contro lo sconosciuto Paolo Scarpa, che per la prima volta nella sua vita è stato intervistato da Sky e la Rai, domenica 11 giugno, dopo l’esito del primo turno delle elezioni.

Paolo Scarpa doveva affrontare uno dei “sindaci più amati d’Italia” con il consenso al 60%, secondo la stampa nazionale. Dopo il primo turno il candidato del centrosinistra Paolo Scarpa si ritrova a 32,73 a “soli” due punti di distacco da Pizzarotti, che è a 34,78, in un testa a testa che adesso lascia aperta ogni possibilità sull’esito finale: 1560 voti separano i due contendenti. Anche perché il sindaco uscente ha impostato una campagna elettorale molto personalistica, E dopo un primo turno più politico, adesso viene un voto di consenso sull’attività amministrativa vera e propria, ed è tanta la delusione in città.

Ma la vera sconfitta del sindaco uscente è stato il fatto che un parmigiano su due non abbia votato, solo 77.998 elettori si sono presentati alle urne, pari al 53,68%: “colpa del governo, che allontana la politica dalla gente”, ha provato a giustificarsi domenica notte Pizzarotti. Sta di fatto che un’amministrazione che doveva essere prima di tutto un laboratorio di partecipazione democratica, che riportava al centro dei processi decisionali i cittadini, oggi si ritrova a segnare il triste primato della città dell’Emilia Romagna con il più basso tasso di affluenza alle urne. Oltre il 10% in meno rispetto alla media nazionale. Qualcosa non ha funzionato?

Lo stesso sindaco uscente viene votato da poco più di 24mila persone, quasi il 17% dei 144mila aventi diritt0, meno di due su dieci lo rivorrebbero a capo della città. Si è creato una propria lista e non è andato oltre ai voti che questa ha raccolto. Per Scarpa il discorso è diverso. Poco conosciuto in città, ha ottenuto un risultato oltre le aspettative, l’esposizione mediatica e il fatto di essere stato a capo della città per cinque anni avrebbero dovuto dare un vantaggio importante a Pizzarotti. Così non è stato e ora il ballottaggio, sulla carta, dovrebbe dare più visibilità al candidato meno conosciuto e la strada per il sindaco uscente, potrebbe essere in salita, più che in discesa.

Il centrodestra arriva al 19,28%, con un’importante affermazione della Lega che entra in consiglio per la prima volta. Bene anche Parma Unita, che supera il 4% e contribuisce al buon risultato di Scarpa, che indovina la lista Parma Protagonista che ottiene un risultato quasi pari a quello del Pd, attorno al 15%. Ma per il partito democratico ci sarà bisogno di più di un momento di riflessione.

Poi il vuoto, il quarto candidato Daniele Ghirarduzzi del M5S raggiunge solo il 3,18%, lasciamo a quei superficiali giornali nazionali che mai si sono occupati della nostra città (e perché avrebbero dovuto?) i gossip politici sulla sfida Grillo- Pizzarotti. Questo significherà avere un consiglio comunale rappresentato da tre o quattro, massimo cinque forze politiche, a seconda di chi vincerà le elezioni e porterà con sé il premio di maggioranza.

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