10 Agosto 2015

Folli: no agli inceneritori

Folli: no agli inceneritori

Strategie e coerenza. Inceneritori ed economia circolare non possono coesistere


COMUNICATO STAMPA   del Comune di Parma – 10/08/2015

Strategie e coerenza. Inceneritori ed economia circolare in Emilia-Romagna non possono coesistere. Parla l’assessore all’ambiente, Gabriele Folli. 


Si é tenuta stamattina la prima conferenza dei servizi in Provincia in relazione alla richiesta di Iren di adeguamento del’inceneritore di Ugozzolo  allo Sblocca Italia che, se accolta, autorizzerà l’azienda a bruciare fino a 195.000 tonnellate e a ricevere rifiuti da tutta Italia. L’accordo di autolimitazione con i gestori annunciato a luglio dalla Regione con toni entusiastici alla vigilia della manifestazione NessunDorma é stato reso pubblico solo pochi giorni fa e dopo averlo letto siamo ancora più convinti di come sia stato corretto mantenere alta la guardia quel sabato di luglio in cui per le vie di Parma hanno sfilato cittadini ed associazioni da tutta Italia per dire no alla logica dell’incenerimento.

I presupposti limiti citati nel comunicato di allora letti nero su bianco nella delibera di giunta del 3 agosto scorso sono quanto di più fumoso e poco vincolante si possa pensare. Si fa riferimento alle autorizzazioni vigenti poi si alza la posta parlando di piano regionale e si chiede comunque che vada avanti il procedimento per l’adeguamento allo Sblocca Italia ma non si fa riferimento ad un piano di dismissione degli impianti come più volte sollecitato dalle amministrazioni locali in cui siano stabiliti tempi, numeri e criteri di priorità di spegnimento.

Il fatto poi che a Forlì sia stata conclusa la conferenza dei servizi per la classificazione in R1 (e che a Parma sia partito lo stesso procedimento senza che il gestore lo abbia ritirato come richiesto dal consiglio comunale e dall’assemblea dei sindaci) lascia spazio a futuri ripensamenti da parte dei gestori che in nessun modo potrebbero essere vincolati dall’accordo fatto con la regione.

A riprova di ciò si può portare l’esempio delle prescrizioni sottoscritte da Iren e dagli enti per l’inceneritore di Parma che al momento dell’accordo nel 2008 impedivano (e impediscono tuttora finchè non verranno cambiati) di ricevere rifiuti da fuori provincia. Orbene dopo 1 anno e mezzo scarso di funzionamento dell’inceneritore, Iren non ritiene più valido quell’accordo e chiede di poter ricevere rifiuti da fuori ed incrementare la capacità dell’impianto! Sulla base di quali rassicurazioni dovremmo credere che l’accordo con la Regione sia per delle multi-utility quotate in borsa vincolante?

Il recente passo indietro dell’assessore Bellini di Forlì è un segnale forte che un esponente dello stesso partito di governo manda alla Regione per esortare ad avere più coraggio e meno sudditanza verso Iren ed Hera, riprendendo in mano quel ruolo di regolatore che ha la potestà e l’obbligo di stabilire le strategie e la visione futura della gestione dei rifiuti nel nostro territorio.

Pure lo schema di decreto attuativo dello Sblocca Italia recentemente pubblicato sembra confezionato su misura per favorire chi con questi impianti ci fa utili con rischio imprenditoriale pari a zero visto che vengono pagati con le tariffe pagate dai cittadini.

Non a caso Iren ed Hera hanno voluto lanciare un messaggio preciso chiedendo di applicare gli effetti dello Sblocca Italia proprio iniziando da Parma e Forli, quei comuni in regione che erano stati più critici verso il piano regionale che mantiene in vita 7 impianti su 8 al 2020, che stanno pensando alla ripubblicizzazione del servizio di raccolta e che stanno ottenendo i migliori risultati nell’incremento della raccolta differenziata e nella riduzione del rifiuto residuo a smaltimento.

A questo punto occorre capire se la giunta Bonaccini, dopo aver adottato un’ottima legge regionale che va nella direzione di favorire l’economia circolare e l’uscita dalla logica di gestione basata sull’incenerimento vuole essere coerente e procedere in quella direzione adeguando di conseguenza il piano regionale e rendendo più vincolanti gli impegni per i gestori in una prospettiva di effettivo abbandono di un’impostazione che appartiene al passato. Noi crediamo che non sia più possibile adottare soluzioni di compromesso.

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *