2 Marzo 2019

Filiberto Molossi: “Racconto Parma e mi cibo di cinema”

Filiberto Molossi: “Racconto Parma e mi cibo di cinema”

“Il segreto della Gazzetta? Mettere la città in prima pagina e saper stare al passo coi tempi”


“Mettere Parma in copertina. Raccontare fatti fondamentali per la città anche se non di interesse nazionale”. Filiberto Molossi descrive così l’obiettivo della Gazzetta di Parma, di cui è vice caporedattore. E’ con lui che si chiude la rassegna “Febbraio Italiano”, ospitato dalla Biblioteca Sociale Roberta Venturini.

Il giornale che ha fatto la storia di Parma ha superato i 280 anni, eppure continua a mantenersi giovane e attraente per la maggior parte dei cittadini. Dal giovane all’anziano, da chi si reca in edicola a chi accende e il pc e consulta la versione online, la Gazzetta di Parma vanta un elevato numero di lettori e Filiberto Molossi se ne dice soddisfatto.

Il segreto? “Cercare di stare al passo coi tempi. Se un giorno non ci sarà più la carta allora ci sarà altro. L’informazione ci sarà sempre”. La Gazzetta, dunque, deve saper stare al passo coi tempi, solo così potrà continuare ad essere il “giornale dei parmigiani”. 

Un punto di riferimento per i cittadini, sin dalle origini. Come racconta Molossi, quando non esisteva internet la gente telefonava in redazione e chiedeva di avere notizie di qualsiasi genere. Dal risultato della partita del Parma a dove poter trovare un idraulico.

Perché mai la Gazzetta dovrebbe poter dare informazioni riguardo ad un idraulico? “Perché per i parmigiani è sempre stato il posto in cui si sanno le cose. Il rapporto col lettore è sempre stato, e continua ad essere, molto forte”.

A proposito del web e del modo in cui il giornalismo sta cambiando, Molossi cita il padre Baldassare – per 35 anni direttore della Gazzetta di Parma. “Ci sono tre regole nel giornalismo, diceva mio padre: esattezza, esattezza, esattezza!”.

Il rischio che il giornalismo sta correndo a causa dell’avvento di internet è quello di perdere l’esattezza necessaria. Nel dare le notizie, bisogna essere precisi. E’ fondamentale”. 

Da cronista a critico cinematografico, Filiberto Molossi si rivolge ricorda la piacevole intervista a Marylin Streep, che definisce simpatica e disponibile; come quella, meno piacevole, a Raz Degan. “Quando ho iniziato a fargli le prime domande ho subito capito che era ubriaco. non riusciva nemmeno a comunicare”. Ai giovani aspiranti giornalisti o critici, invece, dice di mostrare passione, pazienza e determinazione. Di reinventarsi, perché tutto sta cambiando.

E sulla Parma di oggi? Nel descrivere la città odierna attraverso il titolo di un film Molossi riflette e conclude: “Prima della Rivoluzione”.

 

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