16 Maggio 2017

Fermato a Parma l’armiere del clan Arena. Era della ‘ndrangheta

Fermato a Parma l’armiere del clan Arena. Era della ‘ndrangheta

I soldi destinati ai migranti andavano alla ‘ndrangheta: 32 milioni su 100 in mano alla cosca Arena


Circa 100 milioni dovevano essere destinati ai migranti per il Cara di Crotone, e invece di questi ben 32 sono finiti nelle mani della cosca mafiosa degli Arena. A capo di questa operazione da quanto emerso ci sarebbe la figura di Antonio Pompeo, 49enne originario d’Isola Capo Rizzuto, arrestato lunedì 15 maggio a Parma, dove si trovava in quel momento. E’ questo quello che ha accertato la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata dal procuratore Nicola Gratteri.

Insieme a Pompeo sarebbero state arrestate dalla polizia altre 68 persone (e sequestrati beni del valore di 84 milioni di euro); tra queste anche il governatore della Misericordie Leonardo Sacco e don Edoardo Scordio, parroco della chiesa di Maria Assunta di Isola Capo Rizzuto, accusati di associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale. Tra gli indagati ci sarebbe anche il sindaco di Isola Capo Rizzuto, Gianluca Bruno. Dalle recenti indagini è emerso anche che la società bookmaker Centurion Bet, sotto monopolio degli Arena, avrebbe avuto il dominio in Italia di oltre 500 agenzie con ramificazioni in tutto il mondo.

La cosca sarebbe riuscita in anni ad aggiudicarsi gli appalti indetti dalla prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione al centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto e di Lampedusa. Questi ultimi venivano affidati a imprese legate agli Arena e ad altre famiglie di ‘ndrangheta per dividersi i fondi destinati all’accoglienza dei migranti.

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