19 Maggio 2016

FAVIA: DAL M5S ALL’APERTURA DI UN RISTORANTE

FAVIA: DAL M5S ALL’APERTURA DI UN RISTORANTE

Qual è il futuro degli espulsi dal Movimento? L’ex consigliere regionale passa dalla politica alla cucina


«A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del Movimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura». Poche righe per espellere Giovanni Favia, ex consigliere regionale emiliano, dal Movimento. Dal suo blog Grillo lanciava l’atto di scomunica nei confronti del giovane protagonista di un fuori onda alla trasmissione di La7 “Piazza Pulita” in cui metteva alla berlina il M5S perché privo di democrazia. «Casaleggio prende per il culo tutti perché da noi la democrazia non esiste» diceva.

Prima di lui, nel marzo 2012, a essere espulso è stato Valentino Tavolazzi, consigliere comunale di Ferrara. Dopo, la “scomunica” è arrivata anche per la senatrice Adele Gambaro per aver diffamato il M5S; per Domenico Messinese, sindaco di Gela, perché «non in asse» con i principi del M5S; per la parlamentare Serenella Fucksia perché, secondo Grillo, non aveva rispettato la parte del regolamento del Movimento che prevede la restituzione di parte dello stipendio; per l’ex consigliera comunale di Porto Torres Paola Conticelli: «Sono stata costretta a lasciare perché il mio compagno è un giornalista poco gradito all’interno del Movimento» diceva. E potremmo andare avanti. Intanto, l’espulsione è attesa anche per Pizzarotti che, nel frattempo, sta preparando cotrodeduzioni, dossier e macchine da guerra.

Ma qual è la seconda vita di un espulso 5 Stelle? Prendiamo in esame il caso geograficamente più vicino: quello di Favia. A novembre 2015, l’ex consigliere regionale volta pagina e si lancia nel mondo della ristorazione, inaugurando un ristorante-libreria nel cuore della zona universitaria di Bologna. «Faccio qualcosa di concreto dopo otto anni di tante parole – dice a una giornalista –. La politica non mi manca, mi manca la possibilità di fare qualcosa per il mio Paese». E così, la nuova vita di Favia inizia tra tavoli, banconi e fornelli. E su «L’Espresso» del 25 settembre 2015 si legge: E se un giorno ai suoi tavoli si sedesse Beppe Grillo? «Gli consiglierei un libro bellissimo, Buio a mezzogiorno, che parla delle purghe staliniane».

E la seconda vita di Pizzarotti quale sarà?

 

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