26 Maggio 2015

Famiglia, infanzia e anziani: firma per la coesione sociale


Guarda il video: in Piazza Garibaldi, sottoscrizione di una dichiarazione d’intenti


Tutti insieme per firmare un documento di sette punti e ribadire il dissenso verso la riforma nel settore dell’infanzia. Un progetto pubblico fondato sul lavoro, diritti e coesione sociale: a misura di famiglia, di cittadino e che riesca a tenere insieme l’infanzia e gli anziani.

Vediamo i sette punti in questione:

1. Il Comune di Parma è penultimo fra i Comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna per introiti legati al recupero dell’evasione fiscale: occorre dunque intensificare la lotta all’evasione fiscale e destinare prioritariamente le somme recuperate ai servizi sociali, educativi e assistenziali

2. Sulle imposte locali già accertate come evase (in particolare Cosap e Ici sui terreni edificabili) occorre procedere a rapida riscossione e destinare prioritariamente le somme ai servizi sociali, educativi, assistenziali;

3. Rispetto al debito contratto con le banche dalle amministrazioni precedenti, occorre un’efficace ricontrattazione al ribasso degli interessi corrisposti, richiamando gli istituti di credito alla propria funzione anche sociale, e occorre destinare prioritariamente il risparmio ai servizi sociali, educativi, assistenziali;

4. A seguito dell’impegno assunto in Consiglio Comunale sull’integrazione scolastica agli alunni disabili, è necessario un costante monitoraggio dell’efficacia e della qualità del servizio di integrazione scolastica, a partire dall’attivazione e dai contenuti del bando;

5. La crisi economica, l’impoverimento di molte famiglie, l’ampio ricorso ad ammortizzatori sociali, la perdita di posti di lavoro rischiano di lasciare ampiamente sottostimato il reale fabbisogno di servizi all’infanzia della città: riteniamo dunque indispensabili un serio censimento dei nuclei familiari che non fruiscono di tali servizi unicamente per ragioni economiche e la difesa di un modello educativo fondato su qualità del servizio, professionalità degli operatori, equità di accesso e integrazione fra culture;

6. Occorre definire un percorso di confronto sulle politiche per gli anziani a partire dallo sviluppo della rete di domiciliarità, da una nuova regolamentazione delle case famiglia e dalla definizione di regole certe sull’assistenza familiare;

7. Occorre istituire un “comitato territoriale per il lavoro” costituito da istituzioni locali, università, sindacati confederali, rappresentanze datoriali, che abbia come obiettivo quello di salvaguardare i livelli occupazionali e insieme immaginare un nuovo modello di sviluppo, aperto al contributo dell’associazionismo, in grado di raccogliere idee e progetti e di attivare un percorso di costruzione dal basso di una nuova identità economica del territorio ripartendo dalle nostre eccellenze manifatturiere, gastronomiche, culturali e ambientali.

Apporranno la firma “pubblica” CGIL, CISL, UIL, ANMIC, Comitato “Genitori infuriati”, Comitato “Per fare un bambino ci vuole un asilo”, Comitato “Per la tutela dello stato sociale”, Assemblea degli educatori, Fondazione “Mario Tommasini” e i consiglieri comunali  Giuseppe Bizzi, Nicola Dall’Olio, Maria Teresa Guarnieri, Massimo Iotti, Ettore Manno, Giuseppe Pellacini, Pierpaolo Scarpino, Maurizio Vescovi e Alessandro Volta.

Da / 4 anni fa / Città /

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