20 Gennaio 2016

Fallimento Spip: sequestrata residenza Cocconi

Fallimento Spip: sequestrata residenza Cocconi

Non è coinvolta l’attuale società che gestisce l’immobile. Gli studenti restano, ma pagheranno ad un curatore fallimentare. Realizzata con proventi illecitamente sottratti alla Spip


A seguito delle indagini per il fallimento della Spip, e relativo buco 115 milioni, la guardia di finanza mette sotto sequestro lo studentato di borgo Cocconi, una decisione che “scaturisce dalle indagini coordinate dalla Procura di Parma, nell’ambito delle quali sono state riscontrate ipotesi di bancarotta fraudolenta a carico degli amministratori di una nota azienda, dichiarata fallita, di proprietà del Comune di Parma la quale, dal 2005 al 2011, ha accumulato un debito complessivo di oltre 115 milioni di euro per finanziamenti bancari ottenuti per l’acquisto di terreni”.

L’edificio, che ha un valore di 5 milioni ed situato in borgo Cocconi in Oltetorrente, è gestito attualmente da una fondazione di Bologna che non è coinvolta nell’indagine. Gli studenti a loro volta potranno restare senza problemi negli alloggi la differenza è che la gestione della proprietà dell’immobile sarà affidata a un curatore giudiziario.

Oltre all’immobile sono state  sequestrate anche le quote e dei conti correnti riconducibili ad una società attiva a Parma, nella quale sono confluiti i proventi illeciti derivanti da un complesso sistema di frode finalizzato alla distrazione di denaro pubblico.Le motivazioni sono indicate nell’atto del provvedimento: “le operazioni immobiliari erano state effettuate a prezzi notevolmente superiori rispetto ai valori di mercato: le transazioni commerciali avvenivano tramite società riconducibili ad un noto imprenditore locale che, di fatto, si interponevano al solo fine di far “lievitare” i prezzi dei terreni generando così ingenti illeciti profitti.

Con questo sistema l’imprenditore (Paolo Borettini ndr), direttamente o per il tramite delle sue società, ha potuto illecitamente “drenare” oltre 40 milioni di euro di denaro pubblico dalla azienda di proprietà del Comune, con la compiacenza e la complicità degli amministratori della stessa. Il provvedimento di sequestro si riferisce, pertanto, a parte del citato profitto del reato che l’imprenditore, in buona parte, è stato impiegato per la realizzazione della palazzina oggetto del sequestro. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati all’individuazione del restante illecito profitto conseguito.”

Leave a comment

Your email address will not be published. Required fields are marked. *