10 Marzo 2016

Failla e Piano: salme in Italia. Calcagno: Nessuno parlava italiano

Da / 3 anni fa / news / Nessun commento
Failla e Piano: salme in Italia. Calcagno: Nessuno parlava italiano

Le bare atterrate nella notte a Ciampino. La moglie di Failla: “Uno dei sequestratori parlava la nostra lingua”. Uno dei due sopravvissuti smentisce


Dopo la tragica fine dei due tecnici Bonatti, le salme di Salvatore Failla e Fausto Piano tornano in Italia, nella notte tra il 9 e il 10 marzo. Il C-130 dell’Aeronautica militare con le due bare a bordo è atterrato all’aeroporto militare di Ciampino a mezzanotte e 40 minuti. Oggi, al policlinico Gemelli di Roma, i medici eseguiranno l’autopsia sul corpo di Failla e Piano, dopo quella già eseguita a Tripoli.

Intanto, trapelano nuove indiscrezioni. La moglie di Failla, Rosalba, conserva un file audio di una telefonata del 13 ottobre 2015: «Aiutami, sto male, ho bisogno di cure mediche, sono solo, muovi qualcosa, avverti i giornali e i Tg, la Bonatti non ne vuole sapere niente. Ti prego, muovi tutto quello che puoi» diceva la voce registrata di Failla. Scomparsa la voce di Salvo, compariva quella di un presunto sequestratore che parlava in italiano. Il telefono di casa Failla ha continuato a squillare anche dopo con il numero libico, ma Rosalba precisa di non aver mai più risposto e di aver seguito le indicazioni della Farnesina.

Sulla questione interviene anche Filippo Calcagno che, nel corso di un’intervista a Radio Anch’io, ha negato il fatto che tra i sequestratori qualcuno parlasse italiano. Nonostante questo, il tecnico precisa che durante quelle registrazioni, i sequestratori dicevano loro di stare attenti perchè c’era qualcuno che capiva cosa dicevano.

 

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