23 febbraio 2018

“Faccio un appello al Comune: riaprire il Theatro del Vicolo”

“Faccio un appello al Comune: riaprire il Theatro del Vicolo”

Abbiamo parlato con Egidio Tibaldi, da 40 anni al timone della struttura: “Siamo chiusi da 3 anni e mezzo, ma siamo ancora attivi e possiamo dire la nostra”


Nei giorni scorsi Parma è stata proclamata come città Capitale della Cultura Italiana 2020, un riconoscimento che sicuramente gioverà alla città e ai suoi cittadini, ma che crea un dubbio nell’animo gentile di Egidio Tibaldi, parmigiano d’adozione e scrittore, docente, regista, progettista e musicista teatrale. In particolare, quello che Tibaldi contesta è la chiusura del Theatro del Vicolo, che da 40 anni, come sottolineato: “Era in attività. Era un teatro per i giovani, vogliamo stimolare la loro creatività. Più che un teatro è una sala prove. Nel tempo ci sono stati anche allievi che sono emersi, tra cui Luca Salsi, un baritono che ora gira il mondo con la sua voce. Siamo una palestra per i giovani”.

Da qualche anno, però, purtroppo, qualcosa è cambiato: “Siamo chiusi da tre anni e mezzo per un bando che doveva uscire in gennaio ma in realtà è stato emesso a giugno. Ci hanno trattato come se fossimo un negozio, che da ortolano diventa macellaio. Hanno trovato il pretesto per farci chiudere nel fatto che non avessimo almeno un dipendente, ma noi siamo tutti volontari, è un’attività di volontariato, come facciamo ad avere dipendenti?”.

“Oltre al modo e le motivazioni per cui è stato chiuso, fa specie anche che Parma, nominata Capitale della Cultura 2020, possa permettersi di chiudere un teatro quando invece l’attività teatrale e musicale andrebbe incentivata”, ribadisce Tibaldi. Il Theatro Vicolo è un piccolo teatro, ma pieno di storia che nel corso degli anni ha attirato numerosi volti noti della musica e dello spettacolo italiano ed internazionale. Da lì sono passati personaggio come Kee Marcello (chitarrista degli Europe), Alessandro Haber, Andrea Mingardi, Vittorio Sgarbi, Gianfranco Funari e molti altri, tra cui Franco Nero, con cui Tibaldi racconta di avere stretto un rapporto di grande amicizia. Segno che il teatro attirava, e non poco…

“Il teatro ha un’anima che non si può distruggere – continua Tibaldi – possono toglierci il luogo fisico ma non l’anima, continueremo con le stesse persone e la stessa compagnia. Abbiamo chiesto una nuova struttura all’Assessore Guerra, abbiamo 70mila euro di attrezzature da utilizzare, ci basterebbe una piccola sala, anche da 70 posti. Il Theatro del Vicolo non ha mai avuto debiti, era autogestito. Noi avevamo uno spirito collaborativo col Comune che però ha interrotto tutto in un modo che non è giusto. Non sono arrabbiato, voglio solo una risposta, il teatro è attivo e vuole e può rientrare nel giro teatrale della città. Vogliamo essere al centro del territorio e un servizio per la gente e per i giovani. Candidarsi come Capitale della Cultura e chiudere un teatro è un vero e proprio paradosso…”

Come può il teatro risollevare la situazione dei quartieri in città, ad esempio l’Oltretorrente?
“Per l’Oltretorrente e per il Parco Ducale avrei dei progetti in mente. Dentro al parco mi sarebbe piaciuto vedere un bel quartetto d’archi sull’isolotto nel laghetto e attività artistiche di vario tipo, musicali e d’arte, per i giovani sul vialone. Avrei anche un’idea per valorizzare, sempre nel Parco Ducale le quattro stagioni, così come nel tempietto mi piacerebbe vedere recitare i grandi ma anche le persone comuni. Sarebbe una bella idea allestire un palchetto, dove ognuno può dire quello che vuole, perché l’arte deve essere anche libertà di espressione. Per quanto riguarda il centro Parma è una città troppo silenziosa, è impensabile essere la città della musica e non avere una musica di sottofondo per chi passeggia in centro. Una musica non ingombrante, ma di sottofondo come a Vienna, città in cui morì Beethoven”.

Rimarremmo ore a parlare con Egidio Tebaldi, ma purtroppo bisogna lavorare, impegnarsi a mettere in atto nuovi progetti col tempo che stringe, per noi, per il Theatro del Vicolo e per Parma…

 

 

Un Commento

  • Roberta26. Mar, 2018

    Ho letto con rammarico e indignazione l’intervista al Sig.Tibaldi..è davvero assurda e ironica la vicenda..c’è molto bisogno di strutture per associazioni di vario genere e si chiude una struttura come questa per un cavillo?
    E poi si potrebbe riutilizzare la struttura quandi non è usata come teatro per altri scopi..noi mamme ad esempio facciamo molta fatica a trovare un posto dove riunirsi con i bimbi fare laboratori, seminari, sportelli di ascolto gratuiti.. ecc ecc
    Che tristezza!cmq lascio al Sig.Tibaldi la mia mail magari con qualche idea in più possiamo far ripartire questo posto meraviglioso
    Roberta ascolir@gmail.com

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