28 Settembre 2018

Stop ai diesel euro 4: dove non si può più circolare

Stop ai diesel euro 4: dove non si può più circolare

Esentati, lavoratori turnisti, chi si sposta per cura e assistenza, chi accompagna i figli a scuola e i meno abbienti con Isee annuo fino a 14mila euro


Il Comune di Parma ha emesso in data odierna ordinanza sindacale per il contenimento dell’inquinamento atmosferico con misure di limitazione alla circolazione relative al periodo 1/10/2018 – 31/3/2019 ai sensi del Piano Aria Integrato Regionale 2020 e del nuovo accordo di programma del 9/6/2017 per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano.

Il PAIR ha previsto all’interno del periodo di attivazione delle limitazioni alla circolazione ordinarie (01/10/2018-31/03/2019) un meccanismo emergenziale per rafforzare le misure ordinarie al verificarsi degli episodi acuti di inquinamento.

Tra le altre misure sono previsti: – L’ampliamento della limitazione della circolazione dalle 8.30 alle 18.30 a tutti i veicoli diesel Euro 4

– La riduzione delle temperature di almeno un grado centigrado negli ambienti di vita riscaldati (fino ad un massimo di 19 gradi nelle case, negli uffici, nei luoghi per le attività ricreative, associative, di culto e commerciali fino ad un massimo di 17 gradi per i luoghi che ospitano attività artigianali e con esclusione degli ospedali, delle scuole, delle case di cura e dei luoghi che ospitano attività sportive. 

La perimetrazione del provvedimento di limitazione al traffico è stata definita tenendo conto dell’ubicazione dei principali parcheggi di scambio e delle strutture sanitarie ospedaliere, nonchè della viabilità principale del territorio.

L’avvio del blocco degli euro 4 dal primo di ottobre sta suscitando molte polemiche, diventando elemento di scontro politico per ottenere facile consenso. L’obiettivo di trovare una soluzione strutturale all’inquinamento dell’aria nel bacino padano è un tema fondamentale, sia per la salute dei cittadini che per l’infrazione comunitaria che pende sulle teste delle nostre regioni. Bene ha fatto quindi la regione Emilia-Romagna a lanciare questo segnale, che deve necessariamente trovare attuazione sui territori attraverso l’impegno dei Sindaci. 

E’ evidente che una misura di questo tipo non è stata finora  supportata con una adeguata campagna di comunicazione: tanti cittadini scoprono solo ora il divieto, nonostante il Piano Aria sia vigente da due anni. Inoltre, a causa della mancanza di coraggio dei Comuni che hanno preferito ignorare la cosa, si sono persi due anni per garantire un passaggio meno traumatico.

Nei due anni trascorsi sarebbe stato inoltre fondamentale attuare misure strutturali sia per supportare le fasce di reddito più deboli che non sono in condizione di sostituire il proprio veicolo, che per sviluppare delle alternative per favorire l’efficienza e ridurre il costo del trasporto collettivo almeno nel periodo invernale durante il quale sono in vigore le limitazioni al traffico.

Interviene anche Legambiente, che chiede che ora si attuino azioni di controllo e sanzione affinché il provvedimento sia realmente rispettato (e non rimanga solo sulla carta), ma soprattutto che ai blocchi si aggiungano misure per favorire l’accesso al trasporto collettivo da parte di tutti i cittadini. “A solo titolo di esempio proponiamo almeno per il periodo in cui sono in vigore le limitazioni al traffico – continua Legambiente – sconti sul trasporto pubblico e tariffe uniche  per le città capoluogo ed i rispettivi comuni di cintura. In particolare, per il bacino metropolitano di Bologna ci sembra utile l’introduzione di un abbonamento sperimentale al TPL con una tariffa unica di bacino che favorisca la riduzione del traffico dovuto al pendolarismo”. Altro tema centrale è quello della presenza e corretto funzionamento dei parcheggi scambiatori ai margini delle città serviti con un adeguato collegamento di trasporto pubblico, per garantire un facile accesso in città senza utilizzare l’auto privata.

“Va denunciato infine – conclude Legambiente – il fallimento delle politiche di coordinamento del bacino padano, dato che Veneto, Lombardia e Piemonte applicheranno la misura del blocco dei Diesel euro 4 solo nel 2020. Chiediamo al Ministro Costa di dare un segnale che supporti questo passaggio, magari rendendo disponibili risorse per aiutare le famiglie e sviluppare un sistema di mobilità collettiva che consenta di tenere le auto fuori dai grandi centri urbani, attraverso parcheggi scambiatori e misure di supporto al TPL”.

Intanto la Lega annuncia una protesta in piazza. “Ben più di 10.000 parmigiani da lunedì saranno costretti a cambiare l’auto o andare a piedi a causa del fanatismo ideologico e al desiderio di far cassa con le multe del sindaco Pizzarotti. Una decisione assurda”, dice Emiliano Occhi segretario provinciale e capogruppo Lega in consiglio comunale, nel presentare la raccolta firme della Lega contro la messa al bando degli autoveicoli diesel euro 4 stabilito dal Presidente della Regione Bonaccini e dal sindaco Pizzarotti con due anni di anticipo rispetto alle altre regioni della Pianura Padana.

I parmigiani potranno firmare contro lo stop agli Euro 4 sabato 29 settembre dalle 10 alle 18 al banchetto della Lega in via Mazzini angolo piazza Garibaldi. “Pizzarotti, dopo essersi rimangiato la promessa di chiudere l’Inceneritore – prosegue Occhi – si rifà sui parmigiani, insieme a Bonaccini e Regione, mettendo al bando le auto diesel euro 4 due anni prima di quanto stabilito dagli accordi con le altre regioni della Pianura Padana.

La regione e il comune hanno trovato un nuovo modo per fare cassa con le multe sulle spalle dei cittadini. Come se non bastassero tasse e tariffe al massimo”.

“Come ogni politico di professione – conclude Occhi – il sindaco che lavora a 300 mt da casa e viaggia su una smart car elettrica è lontano dalla vita vera dei parmigiani che usano l’auto per andare a lavorare, accompagnare i figli dal medico e il nonno al centro diurno”.

Al banchetto parteciperanno a turno i parlamentari Cavandoli, Campari, Tombolato e Saponara e il consigliere regionale Rainieri.

 

 

 

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