25 febbraio 2019

Emorroidi, come trattarle? Le ultime novità. Intervista al prof. Casoni

Emorroidi, come trattarle? Le ultime novità. Intervista al prof. Casoni

Una nuova tecnica indolore e che non prevede il ricovero ospedaliero attraverso l’utilizzo della schiuma sclerosante con polidocanolo


Sono le vene varicose dell’estremità viscerale, un problema molto frequente che colpisce la popolazione, oltre che un disturbo fastidioso. Parliamo delle emorroidi con il prof. Paolo Casoni del Centro Ippocrate, che porta a Parma un’importante novità in termini di trattamento, «una tecnica non chirurgica- spiega- effettuata con la schiuma sclerosante, la stessa che usiamo per curare le vene varicose».

Ci spieghi meglio: di cosa si tratta?
«La nostra equipe si è modificata e, grazie alla collaborazione con il prof. Edoardo Cervi proveniente dall’Università di Brescia, abbiamo portato a Parma una nuova tecnica per curare le emorroidi con enormi vantaggi per il paziente attraverso l’utilizzo della schiuma sclerosante con polidocanolo (farmaco noto da anni e registrato per uso in forma di schiuma). La diagnosi è molto importante, pertanto il paziente viene sottoposto ad una accurata visita proctologica ed anoscopia per individuare la fattibilità della metodica (in oltre il 95% dei pazienti), successivamente si interviene con un endoscopio e si inietta la schiuma sclerosante direttamente all’origine della emorroide, che ha sede endo rettale, in una zona dove non esistono fibre del dolore, per cui la metodica è indolore ed assolutamente ambulatoriale.»

Cosa è cambiato rispetto al trattamento convenzionale?
«Il trattamento di emorroidectomia si esegue solitamente in anestesia peridurale, è necessario il ricovero ospedaliero per almeno 24 ore, e prevede la legatura del peduncolo emorroidario endorettale e poi l’asportazione delle emorroidi esterne. È noto che il post operatorio è accompagnato da fastidi e dolore per almeno due settimane. Questo nuovo approccio è completamente diverso e consente una ripresa dell’attività lavorativa il giorno seguente la procedura. Questi sono i vantaggi che lo rendono unico: il trattamento è indolore e non necessita di anestesia, e non c’è ricovero.»

Anche per i casi più gravi si riesce a intervenire con la mousse?
«In generale si trattano solo casi di emorroidi di terzo e quarto grado, quindi gravi. Quando il paziente presenta più patologie, per esempio emorroidi e ragadi insieme, oppure quando è presente prolasso importante, riusciamo ad agire con una metodica mista o combinata, con schiuma dei peduncoli emorroidari, e chirurgica simultanea della ragade o del prolasso; ovvio che in questi particolari casi e selezionati (5%) è necessario il ricovero in Day Hospital in struttura protetta.»

Quali benefici si riscontrano subito sul paziente? E quando non è applicabile?
«È molto utile in caso di sanguinamento, che cessa subito dopo la terapia, oppure in caso di dolore o tenesmo, quel fastidio di ampolla rettale piena che bene conoscono i pazienti. In caso invece di complicazione della patologia emorroidaria, come ad esempio la tromboflebite del gavocciolo, la schiuma sclerosante non è applicabile ed è necessaria la chirurgia.»

Quali sono i consigli da seguire dopo la terapia o in genere con patologia emorroidaria?
«Intanto è utile camminare molto, almeno mezz’ora al giorno, perché favorisce il drenaggio sia linfatico pelvico che vascolare. E poi bisogna bere molta acqua e favorire alimenti a base di fibre, cereali e farine integrali. Una sana alimentazione prevede l’assunzione di circa 30 g al giorno di fibra, in alimenti come frutta e verdura, in particolare mele, pere, agrumi, cavolo, spinaci, piselli, fagioli e riso integrale.»

Gli alimenti invece da evitare?
«Quelli speziati o piccanti, che sono alimenti irritanti. Oppure formaggi stagionati, insaccati, crostacei, cioccolato e superalcolici. E non eccedere con la caffeina.»

Questo vale per il post-terapia?
«Sono consigli che valgono per tutti, non solo per chi ha già sofferto di questo disturbo, la prevenzione è molto importante. Nello specifico dopo il trattamento vengono consigliate apposite creme decongestionanti e terapia flebotonica per un periodo di uno-due mesi.»

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