7 Luglio 2017

“Non solo cassa di espansione sul Baganza, ma riserva idrica”

“Non solo cassa di espansione sul Baganza, ma riserva idrica”

Il consigliere regionale Anci denuncia le continue “soluzioni ‘tampone” e chiede l’intervento dell’Assessorato Regionale e del Ministero competente


La crisi idrica che sta colpendo la provincia di Parma si fa sempre più preoccupante. A risentire dell’emergenza siccità è soprattutto il territorio della Val Baganza. Dinanzi allo scoppiare dello stato di emergenza si tende a prendere provvedimenti, ma è sufficiente? Tiziana Azzolini, consigliere regionale Anci, denuncia il mancato impegno verso una soluzione “definitiva” del problema, e invita a fare della cassa di espnsione sul Baganza una vera e propria riserva idrica.

“Sembra impossibile che lo stesso corso d’acqua che ha inondato Parma e i Comuni rivieraschi, non venga invece regimato ed utilizzato per la raccolta e la distribuzione dell’acqua alla città e alle altre zone attraversate – spiega  Tiziana Azzolini – Ci siamo trovati e ci troviamo sempre più spesso, più e più volte, in gravissime difficoltà e la condizione è quella di un continuo peggioramento che preoccupa gli amministratori locali dei territori parmensi e a cui occorre porre immediato e definitivo rimedio. Ogni anno inutili proclami e soluzioni ‘tampone’, ma le proposte restano assolutamente inadeguate.”.

Secondo l’Associazione Nazionale dei Comuni, dunque, la situazione è sempre stata gestita all’emergere di stati di emergenza, mentre sarebbe più opportuno procedere a trovare una soluzione definitiva, per il bene dei cittadini e delle attività agricole.

“Appare inaccettabile – continua la Azzolini – la scelta di Aipo e Regione di impegnare 55 milioni di euro per la costruzione della cassa di espansione sul Baganza a ridosso delle zone più produttive di Sala Baganza e Felino, senza ricavare alcuna scorta d’acqua per i periodi sempre più lunghi e ricorrenti di grave siccità. Chiedo quindi, in qualità di consigliere regionale Anci, che l’Associazione stessa si faccia portavoce presso l’Assessorato Regionale e il Ministero competente al fine di un intervento immediato tempestivo e definitivo a tutela della cittadinanza e dei bisogni irrigui dell’agricoltura”.

 

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