5 Novembre 2016

Ecosistema Scuola: Parma un buon risultato? Ma c’è l’inghippo

Ecosistema Scuola: Parma un buon risultato? Ma c’è l’inghippo

Lo scorso anno esclusi per non aver presentato i dati. Nel 2014 eravamo crollati al 15esimo posto e al 27esimo per le buone pratiche. Parma torna ai livelli del 2010.


Parma torna ad essere una città che si occupa delle proprie scuole, questo è quello che ci dice la classifica di Ecosistema Scuola, giunta alla sua 17esima edizione. Una graduatoria stilata da Legambiente, sulla base dei documenti presentati dai Comuni (attualmente un centinaio) che aderiscono su base volontaria, quest’anno ad esempio non hanno partecipato Modena e Bologna.

Il Comune ha naturalmente accolto positivamente la notizia: “si tratta di una posizione che sottende l’impegno di più assessorati per garantire una scuola di qualità sotto tanti punti di vista, che ha parlato di una posizione che fa onore a Parma ed all’impegno profuso in questi anni”, ha commentato il sindaco, Federico Pizzarotti.

Ma siamo proprio sicuri che ci sia da essere così soddisfatti? I risultati lasciano perplessi, anche perché se c’è un settore dove il Comune ha fatto veramente poco, se non alzare al massimo le rette, è quello delle scuole e dei servizi educativi in genere. Per gli amanti delle statistiche diciamo subito che il risultato della seconda piazza è lo stesso che il Comune di Parma aveva nel 2010, per poi scivolare nel 2011 al terzo posto, nel 2013 al sesto, fino a precipitare al quindicesimo nel 2014 e addirittura non partecipare lo scorso anno, rinunciando a non mandare per tempo l’integrazione della documentazione richiesta, tanto l’amministrazione era interessata ad una classifica che stava crollando.

Ma come si può passare da quindicesimi a secondi in così poco tempo e come vengono stilate le graduatorie? In questa classifica si considerano diversi criteri, dalle spese per la manutenzione ordinaria e quella straordinaria, all’organizzazione di servizi pedibus ad esempio, all’attenzione al risparmio energetico e al cibo. Tutti dato che valgono per l’anno preso in considerazione. Il Comune di Parma ha dichiarato di aver investito molto denaro per la manutenzione ordinaria, nel 2016 e questo gli ha valso un buon punteggio.

“Parma torna sul podio della classifica stilata da Legambiente proprio per l’impegno profuso a favore della qualità dell’edilizia scolastica: per ogni edificio scolastico l’investimento medio in manutenzione ordinaria è stato quantificato in poco meno di 158 mila euro e poco più di 79 mila euro d’investimenti in manutenzioni straordinaria”.

Il problema è che se nel 2016 il Comune ha concentrato tutte queste risorse sulle scuole, nel 2014 risultava essere un’amministrazione che investiva molto poco sugli istituti scolastici, con un dato inferiore ai 10mila euro a plesso di manutenzione ordinaria e meno di 30mila per la straordinaria. E sempre nel 2014, risultava addirittura 27esima per quel che riguarda le buone pratiche, ossia una graduatoria del rapporto di Legambiente di Ecosistema Scuola, costruita mettendo insieme tutti i dati relativi alle pratiche ecocompatibili, di efficienza energetica: disponibilità del servizio di scuolabus, attivazione pedibus, biblioteche per ragazzi, finanziamenti per attività educative delle scuole e progetti rivolti agli under 14, sicurezza urbana nelle aree esterne agli edifici scolastici, mense scolastiche e pasti biologici, raccolta differenziata dei rifiuti nelle scuole, utilizzo di fonti d’illuminazione a basso consumo, fonti di energia rinnovabile negli edifici scolastici, per intenderci.

Detto del buco del 2015, lo scorso anno consegnò le integrazioni al questionario troppo in ritardo per poter essere inserita in graduatoria. Quest’anno si, Parma è arrivata seconda in classifica, ha investito mediamente per edificio nella manutenzione ordinaria 157.976 e dotando tutte le scuole di certificazioni di collaudo statico, agibilità, prevenzione incendi e impianti elettrici a norma. Quest’anno. Ma forse sarebbe stato più corretto fare una media relativa agli ultimi quattro di amministrazione Pizzarotti, per capire quanto si sia realmente speso, al netto di ciò che era già stato stanziato in precedenza. Insomma la classifica Ecosistema Scuola vale se si garantisce alla propria città una continuità di prestazione, che in questo caso sembra proprio non esserci stata.

In Regione Emilia Romagna sono queste le percentuali dei servizi, così chiunque può paragonarle a quanto abbiamo a Parma e frasi un idea da soli di come siamo realmente messi: scuolabus (42,1%), biblioteche nelle scuole (65,9%) e pedibus (8,2%), ma anche aree di sosta davanti alle scuole (78,8%), attraversamenti pedonali (81,8%), piste ciclabili (46,5%) e zone 30 (41,3%). Piacenza, ma soprattutto Rimini e Ravenna le città che si distinguono sotto questo aspetto.

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