9 Ottobre 2019

E-R, si riducono le interruzioni volontarie di gravidanza

Da / 2 settimane fa / Salute / Nessun commento
E-R, si riducono le interruzioni volontarie di gravidanza

Interruzioni in calo (meno 41% dal 2004 al 2018) sia tra italiane che straniere. Si conferma il ruolo centrale del Consultorio familiare


L’assessore Sergio Venturi: “Impegnati da tempo su quest’ambito così delicato con una rete di professionisti e strutture che svolgono un ruolo fondamentale per informare, assistere, aiutare”

L’anno scorso il numero più basso di interventi annuali (6.874) registrato dalla prima rilevazione del 1980. Interruzioni in calo sia tra italiane che straniere. Si conferma il ruolo centrale del Consultorio familiare. Prevale ancora l’intervento chirurgico, anche se in diminuzione; in aumento il ricorso all’RU486.

In Emilia-Romagna continuano a diminuire le Interruzioni volontarie di gravidanza: 6.874 nel 2018, il numero più basso registrato annualmente in regione dall’inizio della rilevazione, nel 1980. Il Report, curato dall’assessorato regionale Politiche per la salute, e che nei prossimi giorni verrà messo a disposizione di tutti i destinatari istituzionali, mette a segno un ulteriore calo rispetto al 2017 (7.130, -4%) e conferma dunque il trend di riduzione che ha caratterizzato gli ultimi anni: dal 2004, quando erano state registrate 11.839 interruzioni, al 2018, la diminuzione percentuale è stata di oltre il 41%.

“Questi dati ci portano a un ambito di delicatezza estrema, di grande complessità, che ci ricordano quando sia importante la prevenzione- sottolinea Sergio Venturi, assessore regionale alle Politiche per la salute-. In Emilia-Romagna ci lavoriamo da tempo e su più fronti, con una rete di professionisti e di strutture, a partire dai Consultori familiari e dalle stesse scuole, che svolgono un ruolo fondamentale per informare, assistere, aiutare i giovani e le donne”.

Negli ultimi tredici anni, con il calo degli interventi e, in parte, fino al 2010, con la crescita in parallelo della popolazione femminile in età feconda residente in Emilia-Romagna, il tasso di abortività regionale (Ivg di residenti per 1.000 donne residenti in età 15-49) è passato dal 10.4 nel 2004 al 6.7‰ nel 2018. Inoltre, sebbene sia sempre più elevato se confrontato con quello della popolazione italiana (14,9‰ rispetto al 4,8‰), anche il tasso di abortività della popolazione straniera è in netto calo nel corso del periodo considerato (era 40,4% nel 2003).

Si conferma il ruolo centrale del Consultorio familiare, nell’assistenza al percorso dell’Interruzione volontaria di gravidanza e come luogo dove ottenere il certificato (70,4% tra le residenti); un dato, seppure in leggero calo rispetto al 2017, decisamente più alto della media nazionale (43,6%). Scelto in larga parte dalle cittadine straniere (77,8%), il Consultorio negli ultimi anni è diventato sempre più un punto di riferimento anche per le donne.

Proseguono gli interventi di educazione all’affettività e sessualità da parte degli Spazi Giovani consultoriali: tutti i progetti sono stati inseriti nel Piano regionale della Prevenzione 2015-2018, in modo da garantire un miglior governo della tematica e monitoraggio locale. Nell’anno scolastico 2017/2018 i progetti offerti hanno coinvolto 42.986 adolescenti, pari al 18,2% della popolazione target (residenti tra i 14 e i 19 anni).

Inoltre si ricorda che dal 1^ gennaio 2018 la contraccezione è gratuita in regione per determinate fasce d’età.
Tutte le donne e gli uomini di età inferiore ai 26 anni residenti ed assistiti possono ricevere gratuitamente il metodo contraccettivo (compresa la contraccezione di emergenza) e una consulenza da parte del medico o dell’ostetrica rivolgendosi ai consultori familiari delle Aziende Usl o agli Spazi giovani. La contraccezione gratuita è riconosciuta anche a tutte le donne con età compresa tra 26 e 45 anni che abbiano una esenzione per disoccupazione o per lavoratrici colpite dalla crisi, nei 12 mesi successivi a un parto o nei 24 mesi successivi a una interruzione volontaria di gravidanza. Una misura, questa, introdotta da un’apposita delibera della Giunta regionale, per rafforzare gli obiettivi della preservazione della fertilità femminile e maschile e del benessere sessuale, relazionale e riproduttivo di adolescenti e giovani adulti.

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