11 Settembre 2015

Dopo un anno, dov’è il Consigliere Comunale Aggiunto?

Dopo un anno, dov’è il Consigliere Comunale Aggiunto?

Con il referendum senza quorum e i Consiglieri Comunali Volontari era uno degli strumenti del nuovo regolamento comunale per l’attivazione della democrazia partecipativa. Ma ancora deve iniziare un lungo iter per la nomina


Sappiamo bene che tener fede a tutte le promesse fatte in campagna elettorale (anche se riportate nero su bianco in un “programma”) da parte di un partito che poi riesce ad amministrare una città, è una pratica che che nel nostro Bel Paese quasi mai è interamente rispettata.

Altra cosa è quando amministratori di una città, a circa metà mandato, propongono, promuovono, pubblicizzano, scrivono, quindi votano un nuovo regolamento comunale e poi non riescono a rispettarlo con la dovuta partecipazione e puntualità.

Nell’ottobre del 2014 la Giunta Pizzarotti porta all’approvazione in Consiglio Comunale il nuovo regolamento del Comune di Parma, coi soli voti della maggioranza, l’opposizione, compatta, vi vota contro. Detto regolamento aveva come obiettivo generale l’attivazione della democrazia partecipativa e per raggiungerla si erano individuati tre strumenti prioritari: il referendum abrogativo, i consiglieri comunali volontari, il Consigliere Comunale Aggiunto. Ossia un cittadino straniero che ha diritto a partecipare ai Consigli Comunali e può presentare anche mozioni, ma non ha diritto di voto. Una figura già presente da oltre 10 anni in altre città.

Sulle peripezie, le frenate, le incertezze, i ritardi riguardo il referendum proposto dal Comitato AttivarSi per l’Infanzia, ne abbiamo avuto la testimonianza anche negli ultimissimi tempi.

Dei Consiglieri Comunali Volontari se ne parla soprattutto per il flop, in merito alla disponibilità e alla partecipazione dei cittadini.

Del Consigliere Comunale Aggiunto non se ne parla proprio.

Il problema è che per giungere alla nomina del Consigliere Comunale Aggiunto, occorre seguire una procedura lunga e complessa che passa prima dalla creazione di una Consulta dei Popoli, formata da un rappresentante di tutte le comunità etniche presenti nel Comune di Parma, che a loro volta nomineranno il Consigliere Comunale Aggiunto.

Una procedura che deve avere inizio con un lavoro di informazione presso le comunità etniche (da individuare), chiamate a nominare per cooptazione un membro da inserire nella futura Consulta dei Popoli, ad oggi inesistente a Parma. Ma l’assessorato preposto, ossia la Paci, non ha ancora attivato, ad un anno dall’approvazione del regolamento, neppure le convocazioni delle comunità.

Ora, considerando il lavoro preliminare e la scarsa attitudine dell’Amministrazione ad accelerare i tempi per rendere attuativa una decisione, quanto tempo potrà trascorrere per vedere conclusa e convocata la prima seduta della Consulta dei Popoli che  dovrà poi trovare un accordo per nominare il loro rappresentate?

Da ottobre 2014 c’era tutto il tempo necessario e soprattutto non c’erano di mezzo contestazioni o manifestazioni di piazza come nel caso del referendum. Se consideriamo che fra 19 mesi questa Amministrazione concluderà il proprio mandato, per quanto (poco) tempo il Consigliere Comunale Aggiunto potrà esercitare le proprie funzioni?

E pensare che il Sindaco Federico Pizzarotti, sull’onda dell’entusiasmo dichiarò: “Io ne volevo due di consiglieri comunali aggiunti, ma purtroppo mi hanno detto che non si può”.

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