13 marzo 2019

Dormire bene aiuta a vivere meglio. Consigli per il buon riposo. Guarda il VIDEO


Intervista al prof. Liborio Parrino del Centro del Sonno di Parma: “C’è un tempo per stare svegli e un tempo per dormire.  Si ignora il fatto che il sonno sia il baricentro della salute, non va trascurato ma inserito nelle priorità della giornata”


Il sonno ha una funzione vitale, ma è quasi sempre relegato in fondo alla lista delle priorità della giornata. L’essere umano è una macchina meravigliosamente potente e (quasi) perfetta, che ha bisogno però di essere curata e rispettata. Molti disturbi derivano proprio dall’assenza di sonno: pare infatti che per alcuni abbandonarsi tra le braccia di Morfeo sia un momento angosciante. Per recuperare il piacere di dormire, dal 2008 è nata la Giornata Mondiale del Sonno, un evento annuale che vuole celebrare il sonno e soprattutto richiamare l’attenzione sui suoi disturbi sempre più diffusi. «Ho proposto di dedicare una giornata al sonno, spiega il professor Liborio Parrino, Dirigente medico di Neurologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma- perché il sonno è un momento di magia e di pausa: riprendiamoci questo tempo e godiamocelo.»

Il Centro del Sonno di Parma è un importante punto di riferimento nazionale e mondiale: ci sono novità rispetto alla ricerca?
«Sì, stiamo attuando un progetto molto importante: si tratta di una macchina intelligente in grado di riconoscere i comportamenti dei pazienti determinati dai disturbi del sonno. Alimentando lo strumento con numerosi video di manifestazioni motorie dei pazienti la macchina impara a riconoscere i diversi tipi di movimenti attribuendoli, in termini probabilistici, all’interruzione di un’apnea notturna oppure ad un sonnambulismo. Un modo per avere nel team un esperto digitale in più! Inoltre stiamo lavorando sulla ricerca di farmaci per la cura delle apnee notturne, perché siamo convinti che alcune forme di eventi respiratori non siano dovute a ostruzioni, ma all’instabilità del sistema cerebrale, un fattore che causa molti disturbi del sonno.»

Quanto è importante rispettare l’orologio biologico per vivere in modo sano? Ognuno di noi ha abitudini diverse, esiste però una regola comune?
«Il sonno è come una torta, non si può fare in 5 minuti, devi scegliere gli ingredienti di qualità, selezionare le giuste proporzioni, amalgamare e cuocere in forno a 180° rispettando i tempi. Il sonno non si può ridurre in un paio d’ore: c’è un tempo per stare svegli e un tempo per dormire. C’è anche un tempo per sognare. Privandoci dell’ultima parte del sonno, siamo un popolo che non sogna più e non è più felice! Non si può rinunciare a una storia gratuita e imprevedibile.»

Come si fa a mantenere il sonno “in salute”?
«Il sonno è salute. Se il sonno è malato, causa malattie. Se invece vengono rispettati i tempi, si creano le condizioni per un surplus di salute. Più dormi, più pulisci il cervello: il sonno è uno spazzino. Se dopo 4 milioni di anni l’uomo ha ancora bisogno di trascorrere un terzo della vita dormendo (circa 7 ore a notte) vuol dire che la natura, che è una regolatrice di salute, ha deciso che è utile da un punto di vista adattativo.»

Quali sono le patologie più frequenti legate al sonno?
«Principalmente sono tre: l’insonnia; l’apnea ostruttiva del sonno; la sindrome delle gambe senza riposo. L’insonnia colpisce in egual misura uomini e donne, in Italia sono 4 milioni gli insonni cronici. L’apnea, principalmente negli uomini, colpisce 4-5 milioni di italiani. Le gambe senza riposo invece, di cui soffrono più le donne, è una sindrome che colpisce 1 milione di italiani. Un italiano su cinque soffre di disturbi del sonno. Nello specifico a Parma si calcola una distribuzione equilibrata tra uomo e donna e l’età media è di 53 anni. Altre patologie frequenti sono il sonnambulismo, la narcolessia, il disturbo comportamentale del sonno REM.»

Sono tutte prevenibili?
«Dipende dai tre fattori P: sono fattori predisponenti le condizioni che dipendono da un componente genetico; fattori precipitanti, che possono essere attribuiti a un particolare evento stressante (per esempio dopo una gravidanza); perpetuanti, che dipendono dallo stile di vita, quindi fumo, alcol e ritmi di vita irregolari e su questo si può fare prevenzione.»

Quando occorre una visita neurologica per eventuali patologie del sonno? Qual è il segnale che deve allarmare?
«Quando si dorme un sonno agitato, quando si russa tutte le notti, quando la mattina ci si sveglia stanchi. Sono tutti fattori che a lungo andare devono diventare campanelli d’allarme. Mi è capitato spesso che il paziente venisse da me dopo 4-5 anni dalle prime avvisaglie: non bisogna arrivare all’ultimo momento. La sentinella numero uno deve essere il paziente stesso, la seconda il medico di famiglia che consiglia così una visita specialistica. Il problema è che i disturbi del sonno vengono sottovalutati e spesso non ci si rivolge ai professionisti per tempo.»

Come incide la tecnologia sul riposo?
«Il cervello è stato fatto per dormire, per essere spento un certo numero di ore a notte. Non mi sento di dire che la tecnologia sia cattiva, ma neanche buona. Questa società che ha reso più facile lavare i panni inventando la lavatrice è anche una società che rende le armi letali più disponibili. La tecnologia è un potenziale distruttore di massa. Sta a noi saperne fare buon uso.»

Qual è il suo obiettivo come medico specializzato nel sonno? 
«Vorrei intanto che la gente si responsabilizzasse nei confronti del sonno, che ritrovasse il senso del limite e del vivere in maniera equilibrata, che passa soprattutto da un buon riposo. L’uomo è diventato fragile e il sonno è l’ultimo baluardo della nostra resilienza. Ma su questo non ci si sofferma abbastanza: si sa che bisogna mangiare sano, bere tanta acqua, non fumare, non abusare di alcolici, mentre si ignora il fatto che il sonno sia il baricentro della salute, non l’ultima cosa da proteggere.»

Non è secondo lei colpa della società che ci vuole sempre attivi e operosi?
«No, non diamo la colpa alla società, né al popolo cattivo. Non esiste un popolo cattivo e uno buono. Ci siamo noi e siamo noi che decidiamo di seguire o meno i nostri doveri. Diventiamo protagonisti attivi e responsabili del mondo che ci circonda. Ci vogliamo sempre giovani, attivi, performanti, intelligenti. Il sonno non deve sottomettersi a tutti gli impegni della giornata: imparate a rinunciare alle cose che non servono! Mi dispiace che la gente non si faccia cogliere dal piacere di cadere tra le braccia di Morfeo; io dico sempre a mia moglie che è l’unico maschio del quale non sono geloso. Morfeo è un galantuomo.»

C’è qualcosa che le piacerebbe ancora realizzare in quest’ambito?
«Il mio sogno è che ogni città abbia una casa del sonno, un luogo di ritrovo dove ricevere informazioni, non un centro di malati, ma di gente sana, un luogo del benessere, dove, perché no, la gente possa mettere insieme anche i propri sogni. E poi mi piacerebbe creare il Festival del Sonno, per celebrarlo con eventi, iniziative, incontri. Ci stiamo già pensando concretamente».

Parliamo dei bambini: il sonno dei bambini è condizionato dalle abitudini dei genitori? E col tempo si autoregolarizza?
«Sì, il sonno ha una buona capacità di modificarsi e cambia nel corso degli anni. Nei bambini le abitudini sono fondamentali. Viviamo in un mondo in cui è tutto rimandato alla sera, quando in teoria i più piccoli dovrebbero già andare a letto. I genitori però, mossi dal senso di colpa di non essere stati coi figli tutto il giorno, rimandano alla sera il momento del gioco. I bambini devono dormire 10-11 ore a notte, perché hanno il cervello in formazione. Il sonno è importantissimo quando si è piccoli, perché stimola l’ormone dell’accrescimento.»

Il sonno fa bene alla salute: perché?
«Perché ferma il tempo e non crea danni, per esempio limita la fame e quindi può evitare l’aumento di peso. Fa bene alla pelle e ritarda l’invecchiamento. La gente si aspetta di risolvere i problemi legati al sonno con una pillola o con le goccine: non è così, ripartiamo dallo stile di vita e riprendiamoci il nostro tempo.»

 

PERCORSO CLINICO AL CENTRO DI MEDICINA DEL SONNO DI PARMA. Per accedere al Centro di Medicina del Sonno di Parma il paziente deve prenotare la consulenza munito di impegnativa. Nel corso della prima visita ambulatoriale il paziente viene indagato in tutti gli ambiti che riguardano gli stili di vita, il ritmo sonno-veglia, il cronotipo, l’alimentazione, il peso corporeo, la storia clinica e i trattamenti in atto. Segue poi un esame approfondito di tutte le possibili patologie del sonno e le ripercussioni sulla vigilanza diurna, quest’ultima valutata anche con test specifici. In base alla valutazione clinica, si decide se programmare per il paziente una polisonnografia notturna che viene effettuata a domicilio oppure in laboratorio. L’esame analizza per tutta la notte l’attività elettrica cerebrale, le funzioni vegetative (cuore, respiro, ossigenazione del sangue), le posizioni del corpo assunte nel letto e il comportamento motorio durante il sonno. Nel referto della polisonnografia il paziente viene informato sulla opportunità di intraprendere trattamenti specifici calendarizzati, in particolare quando viene prescritto un ventilatore per la cura della sindrome delle apnee nel sonno. I pazienti che non necessitano di una valutazione polisonnografica vengono comunque seguiti e trattati secondo un percorso clinico basato sull’uso temperato di farmaci e su visite di controllo periodiche.

Da / 2 mesi fa / Salute /

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati. *