24 gennaio 2019

Documenti di Verdi espropriati dallo Stato per “pubblica utilità”

Documenti di Verdi espropriati dallo Stato per “pubblica utilità”

Il ministro Bonisoli: “Sono frammenti di storia, necessari nel nostro patrimonio culturale”


La Direzione generale Archivi del ministero per i Beni e le attività culturali ha adottato il decreto di dichiarazione di pubblica utilità, ai fini dell’espropriazione, del compendio archivistico costituito dall’Epistolario Giuseppe Verdi, dall’Album Clarina Maffei e dagli Abbozzi musicali inediti di Giuseppe Verdi.

La documentazione si trova attualmente all’Archivio di Stato di Parma, in custodia coattiva. Il passaggio della documentazione verdiana alla proprietà dello Stato, afferma il ministro Bonisoli, “consentirà la messa a punto di indispensabili interventi finalizzati al restauro, all’ordinamento e all’inventariazione delle carte nonché di un articolato progetto culturale da realizzarsi attraverso una digitalizzazione accessibile in rete, mostre e convegni”.

L’Epistolario è formato da 54 buste di carteggi, alle quali si aggiungono i copialettere di Verdi e di Giuseppina Strepponi, costituiti da 10 volumi rilegati delle lettere dei coniugi e un quaderno con una storia dei papi rimasta incompiuta; l’Album Clarina Maffei è composto da una raccolta di 179 documenti su personaggi di spicco della cultura internazionale; infine, il nucleo di autografi denominato Abbozzi musicali inediti di Giuseppe Verdi include versioni preparatorie, schizzi e partiture-scheletro di 16 celeberrime composizioni verdiane.

“Beni culturali preziosi come questi – sottolinea il ministro – meritano di essere valutati non sulla base del mero valore merceologico, ma come oggetti unici e necessari del nostro patrimonio culturale.” E conclude: “Noi abbiamo il dovere di tutelare questi oggetti, di garantirne la conservazione e la corretta fruizione”.

 

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