26 Gennaio 2017

Diagnosi precoce dell’udito dei neonati: una nuova strumentazione a Otorinolaringoiatria

Diagnosi precoce dell’udito dei neonati: una nuova strumentazione a Otorinolaringoiatria

Poter essere utile alla cura dei bambini: questa la volontà di Giuliana Mutti. E gli eredi hanno donato un’apparecchiatura al reparto del Maggiore


Se sento bene, parlo meglio: una diagnosi precoce sull’udito dei neonati consente infatti di individuare fin dai primi mesi di vita eventuali problemi e di intervenire con adeguati correttivi che aiutino ad una migliore acquisizione del linguaggio. Ha pensato a loro, ai bambini, la signora Giuliana Mutti quando ha disposto per una donazione che aiutasse i pazienti dell’Ospedale Maggiore di Parma. “Era un suo sentimento forte quello di lasciare un segno per gli altri”, ha dichiarato Francesco Zanichelli a nome dei famigliari. E un moderna attrezzatura è stata donata dagli eredi al reparto di Otorinolaringoiatria dove, dal 2012, viene effettuato lo screening uditivo di tutti i bambini.

“Con questo strumento – ha spiegato Vincenzo Vincenti responsabile Audiologia e Otorinolaringoiatria pediatrica – studiamo il percorso che compie lo stimolo acustico dall’orecchio fino alla corteccia temporale, anche in bambini molto piccoli che non sono in grado di rispondere. E ne faremo un buon uso grazie ai colleghi e a tecnici altamente specializzati che questa struttura è in grado di esprimere”.

L’apparecchiatura esegue, infatti, un’ampia gamma di test utili nella diagnosi dei disturbi dell’udito e dell’equilibrio. Trova la sua applicazione principale nella diagnosi di ipoacusia in epoca neonatale ed infantile. In presenza di un deficit uditivo congenito (e sono da 1 a 3 casi ogni mille bambini), ai fini di un buon risultato riabilitativo, risulta fondamentale una diagnosi precoce, entro i primi 6 mesi di vita. Il sistema, delle dimensioni di un computer, permette di eseguire tutti quei test (elettrococleografia, potenziali uditivi troncoencefalici e corticali) indispensabili per una corretto inquadramento dei deficit uditivi, soprattutto nei bambini molto piccoli. Inoltre, è in grado di studiare anche il sistema dell’equilibrio e risulta quindi utile anche nell’approccio diagnostico delle sindromi vertiginose, sia nei bambini che negli adulti.

Uno strumento al servizio di grandi e piccoli, è questo il valore sottolineato dai direttori presenti a cominciare da Antonio Balestrino della Direzione sanitaria, Teore Ferri di Otorinolaringoiatria e otoneurochirurgia e Gianluigi De’ Angelis del Diparimento Materno infantile che hanno ribadito, nel ringraziare la famiglia per il segno concreto di generosità con il quale la signora Mutti ha voluto abbracciare l’Ospedale, l’importante lavoro di integrazione quale strada da percorrere con passo sempre più deciso.

Screening uditivo a tutti i bambini

Presso l’Ospedale Maggiore di Parma è attivo lo “screening uditivo neonatale universale” che ha lo scopo di diagnosticare e trattare i deficit uditivi congeniti entro i primi 6-12 mesi di vita. Infatti, quanto più è precoce la riabilitazione tanto inferiore è la differenza tra un bimbo normoudente e un bimbo affetto da deficit uditivo in termini di performance comunicative, linguistiche, relazionali e cognitive.

Lo screening uditivo neonatale universale prevede la somministrazione di un test audiologico specifico e oggettivo (otoemissioni acustiche) a tutti i neonati. Il risultato del test di screening non è diagnostico, ma segnala solo l’eventuale necessità di una valutazione più accurata delle capacità uditive di un bambino.

L’esame è semplice, non invasivo, di esecuzione rapida e non comporta alcun dolore. La possibilità di attuare questo tipo di indagine permette di individuare fin dai primi mesi di vita quei bambini che presentano difficoltà uditive in grado di interferire con lo sviluppo del linguaggio.

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