8 Marzo 2016

Debito fuori bilancio. Bufera in Consiglio Comunale

Debito fuori bilancio. Bufera in Consiglio Comunale

Pellacini: “Non avete mai sepolto l’ascia di guerra e porterete questo rancore fino all’ultimo giorno del vostro operato, deludente e scadente”


Sono bastate le tre paroline magiche, “Debito fuori bilancio“, a scatenare le reazioni in Consiglio Comunale. A colpire, naturalmente, lo scambio di visioni tra Savani e il suo ex gruppo: un canyon che si scava sempre di più, sancendo l’ineludibile lontananza tra persone – e gruppi – che non si riconoscono più.

Tutto è iniziato dalle due delibere (approvate), illustrate dalla vicesindaco Paci, relative ai debiti fuori bilancio per degli espropri di terreno, per trovare copertura agli importi che devono essere riconosciuti alle ditte coinvolte: «Per il primo, di 715mila euro, il Comune ha fatto ricorso in Cassazione – spiega la Paci –. Per il secondo, di 35mila euro, no».

«A ripianare il debito deve pensarci chi ha causato danni alla collettività – esplode Savani –. Ho un po’ di rabbia e disgusto per le delibere che sono sempre dannatamente uguali e che nascono già morte. Se i cittadini sapessero davvero cosa andiamo a votare, direbbero che non è giusto. I danni sono stati fatti nell’indifferenza maturata in tutti questi anni. Voterò contro». Il fuoriuscito della maggioranza contesta il modus operandi della giunta, istituzionalmente non corretto, ma viene subito bacchettato dalla Paci: «Spiace che Savani ritorni sempre su questa questione; cerchiamo di spiegargli come funziona da quattro anni».

«La sentenza è datata 24 febbraio 2015 – aggiunge il consigliere Guarnieri –: perchè arriviamo in consiglio comunale un anno dopo? Se da un anno sapevamo che c’era una sentenza esecutiva che ci obbligava a pagare quanto richiesto, perché non l’abbiamo fatto prima? Presumo che nel frattempo gli interessi siano cresciuti. Inoltre, noi, come consiglieri, dato che siamo chiamati a ratificare e approvare un debito fuori bilancio, dobbiamo avere piena conoscenza di tutti i passaggi». Passaggi che, assicura la Paci, saranno presentati con la nota dell’avvocatura. «Questa delibera è parziale – incalza Nuzzo –. Ritengo fondamentale che i cittadini, attraverso noi, possano capire, grazie alla delibera, perchè si è arrivati a 158mila euro di interessi. Il mio voto sarà di astensione».

Pellacini, invece, estende il discorso all’intero operato dell’Amministrazione, flop e fallimenti annessi: «Avete sperperato per Moroder e per mostre, e non dite una parola. Ma siete pronti a dare la croce addosso ad altre persone che hanno amministrato questa città (Ubaldi, perchè si tratta di eventi relativi al 2004 ndr) per fare in modo che Parma cambiasse. E proprio voi venite a parlare di collaborazione? Non avete mai sepolto l’ascia di guerra e porterete questo rancore fino all’ultimo giorno del vostro operato, deludente e scadente».

La Paci, prima di procedere alle votazioni, fa il punto della situazione. «Le valutazioni sull’esproprio possono subire variazioni negli anni – precisa –. Abbiamo aspettato un anno prima di portare le delibere in Comune perchè c’era necessità di dare prima copertura agli importi». 

 

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