16 Settembre 2016

Daniela, “La Peppa” di Parma


Storie di commercio. Un negozio per bambini, ricco di oggetti utili alla quotidianità, e non solo


di Cristina Sgobio

Ormai, in città, è conosciuta come La Peppa, grazie al suo negozio. Si tratta di Daniela Bastiani che cinque anni fa ha deciso di investire la sua passione e le sue risorse in un’attività dedicata a bambini e famiglie: un negozio dove “l’usato è bello come il nuovo”.

Come e quando nasce La Peppa?
«Nasce per iniziativa di una signora svizzera, una decina di anni fa, a Tortiano. Poi si è spento ed è ricominciato con me: avevo già questa passione, ho conosciuto questa signora e lei mi ha dato una mano. Così 5 anni fa ho aperto “La Peppa”, utilizzando lo stesso nome del primo negozio. La Peppa è il nome della bambola che l’ideatrice del negozio aveva fatto per sua figlia e che sua figlia ha disegnato, finendo per diventare quello che adesso è il nostro logo. La Peppa è dunque rimasta una bambola, prima della Peppa Pig».

E’ un negozio particolare e ricco di oggetti…
«Sì. Qui si trova praticamente tutto ciò che riguarda il mondo dei bambini: dai calzini al cappellino, passando per i giochi e le carrozzine. E’ nato proprio perché i bambini hanno bisogno di tante cose: molto spesso le cose dei bambini sono belle e non si consumano affatto, per questo è un peccato buttarle via. Capi d’abbigliamento e oggetti dei bimbi si sono sempre passati di mano in mano, da una mamma all’altra, da una sorella a un’amica. Chi non ha questa possibilità trova nella Peppa il punto dove lasciare le cose dei suoi bimbi e cercare altre cose che possono servire».

Qual è la clientela tipo del negozio?
«Ci sono due grandi categorie. Da una parte c’è chi acquista soltanto, con svariate motivazioni, in prevalenza economiche: la logica del risparmio è importante. Dall’altra c’è chi sa riconoscere il giusto pezzo, il capo di alta qualità. Tra chi viene a portare le sue cose, invece, ci sono le mamme che hanno conservato quasi tutto dei loro bambini pensando di averne altri in futuro, e poi non succede. Oppure c’è chi, una volta finita la stagione e resosi conto che determinati capi d’abbigliamento o determinati oggetti non servono più, se ne libera per far spazio in casa».

Fa una selezione dei capi da vendere in negozio?
«Certo. La gente vuole comprare le cose belle. Anche chi vuole spendere poco, non vuole una cosa consumata. Io dico sempre alle mie clienti: “Portami qualcosa che tu stessa compreresti, perché altrimenti come puoi pensare che un’altra persona possa comprarla?”.

Qual è la cosa che l’ha commossa di più gestendo quest’attività?
«Un acquisto volante. Stavo facendo vedere una carrozzina a una coppia che cercava di risparmiare, contrattando il prezzo. Una signora, passando, ha deciso di regalargliela. E’ stato davvero commovente, anche perché quest’altra signora non era molto ricca. E’ stato un gesto bellissimo”.

Il suo rapporto con il mondo dei bambini?
«Bellissimo. Mi fa piacere soprattutto quando mi salutano per strada e mi chiamano La Peppa. Mi chiama così persino la mia parrucchiera. Per questo quartiere, io sono La Peppa”.

Da / 3 anni fa / L'intervista /

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