28 Agosto 2016

Daisy Vanicelli: “Tornano la magia e la follia di Tutti Matti per Colorno”

Daisy Vanicelli: “Tornano la magia e la follia di Tutti Matti per Colorno”

INTERVISTA DELLA DOMENICA. La IX edizione del festival, sotto la direzione artistica del Teatro Necessario, vedrà protagonista anche il Cirque Bidon


IX edizione per il festival che trasforma Colorno nella Capitale del Circo contemporaneo internazionale, sotto la direzione artistica di Teatro Necessario. “Tutti matti per Colorno” torna infatti, come da tradizione, i primi di settembre, il 2, 3 e 4, con un’edizione caratterizzata dalla presenza di 20 ospiti italiani e stranieri che offriranno un variegato programma: dal teatro di strada alla magia, dal teatro di figura ai giochi di abilità senza tralasciare la musica swing e il teatro comico musicale. A raccontare le novità, Daisy Vanicelli del Teatro Necessario.

Teatro Necessario si occupa della direzione artistica di Tutti Matti per Colorno. Che valore ha questo evento per il Teatro Necessario?
«Tutti Matti per Colorno è il nostro fiore all’occhiello, cerchiamo di portare tutta la follia, la magia, le novità, tutto quello che riteniamo sia la linfa vitale del nostro lavoro, il nostro entusiasmo. E’ un evento nato in sordina, ma con passione e dedizione siamo riusciti a farlo crescere proprio nel luogo in cui il Teatro Necessario è stato fondato, un paese che grazie alla sua Reggia e ai giardini diventa una cornice unica e meravigliosa. Ci piace pensare di poter arricchire il panorama culturale con un’offerta di qualità, artisticamente molto varia e aperta a tutti».

Quest’anno siete riusciti nell’impresa di riportare Italia il Cirque Bidon dopo 15 anni, come è andata la raccolta fondi e la tournée?
«Il Cirque Bidon è molto noto e amato in Italia, dove la compagnia ha viaggiato molto negli anni. Tempo fa ha soggiornato in Cittadella a Parma quasi per tutta un’estate; inutile dire che per noi è motivo di orgoglio poterla riportare qui da noi, oltre ad un grande privilegio. Durante la campagna di raccolta fondi abbiamo ricevuto moltissime chiamate e messaggi molto affettuosi da persone che hanno ospitato la compagnia o conosciuto François Bidon, lieti di poter partecipare e contribuire alla realizzazione del progetto. La raccolta fondi è stata pensata anche per permettere a chi volesse di partecipare in prima persona: condividere una cena, viaggiare con il circo al passo lento delle carovane e dei cavalli, passare una giornata nel loro atelier. E’ stata offerta un’occasione non solo per aiutare, ma per poter vivere una bella esperienza e siamo contenti del risultato. La Tournée è partita dal castello di Brescia, per proseguire in Piemonte e giungere in Emilia, dove hanno toccato diversi paesi a partire da Cento, in provincia di Ferrara, per giungere a Colorno. Il successo è andato di crescendo in crescendo, come in un lungo viaggio durante il quale sono accresciuti interesse e partecipazione».

La scelta di realizzare la manifestazione a Colorno non è certo casuale, nella memoria di tutti il paese viene ancora associato al noto ospedale psichiatrico. Con il vostro festival siete riusciti però a trasformare il ricordo di quel luogo in qualcosa di diverso, e la parola “matti” ha assunto una valenza positiva. Quanto ha contribuito questo a radicalizzare il festival nel territorio?
«Credo che ogni cittadino di Colorno sia da sempre portatore di quella memoria e fiero di ospitare un festival ormai noto a livello internazionale. Le associazioni locali sono un supporto essenziale per la riuscita dell’evento, raggiungendo l’anno scorso un numero di circa 300 volontari coinvolti. I “matti” invadono Colorno per una settimana, non solo con le loro esibizioni, ma partecipando in parte anche alla vita del paese. Se ne parla tutto l’anno: aneddoti simpatici, racconti in prima persona… tutti vogliono poter dire “anch’io c’ero” e sicuramente ognuno ha un episodio un po’ folle da condividere. Io ricordo il primo anno in cui Mariam la Donna Barbuta è stata nostra ospite, quando girava con la bicicletta e passava il pomeriggio in piscina, la gente era incuriosita e molto sorpresa… ora la conoscono tutti, nessuno se ne fa meraviglia, e quando arriva c’è sempre qualcuno che l’aspetta al bar per un caffè! O quando David Dimitri è arrivato in paese con il suo enorme bilico, parcheggiando davanti alla Reggia. Un grande tendone e un solo grande artista per montarlo. Inutile dire la grande partecipazione che ne è conseguita. Credo che il coinvolgimento del paese, il poter vivere in prima persona il dietro le quinte ed un po’ del vissuto quotidiano di queste persone così poco ordinarie e apparentemente folli, radichi l’evento al territorio. Ora appartiene davvero a tutti, e tutti non vedono l’ora che arrivino i “nostri” matti».

Ci sarà anche un’area ristoro. Teatro Necessario ha annunciato di aver contribuito alla creazione della birra del festival, di cosa si tratta? E quali altre “sorprese” culinarie deve aspettarsi il pubblico?
«La birra del festival non poteva di certo mancare, è una produzione esclusiva per Tutti Matti, una miscela fresca, dissetante e originale allo stesso tempo. Provare per credere! In cucina ogni anno ci sono novità: dalla collaborazione con Alma e con il prestigioso Chef Christian Broglia si è sempre cercato di inventare piatti di finger food di ottima qualità. Dall’anno scorso sono stati introdotti i food truck per aumentare la varietà è l’offerta, ma anche quest’anno ci sarà qualche sorpresa per i buongustai».

Per i più piccoli dal 2012 è stata introdotta anche una scuola di circo durante i giorni del festival, al di là della tecnica, quali sono i valori che il circo insegna ai suoi giovanissimi allievi?
«Potrei dirvi che apprendono a stare insieme, a misurarsi con tecniche particolari anche se a livello rudimentale ed in parte è così, ma credo che il vero valore di questo breve corso sia l’esperienza stessa, il poterla vivere non da spettatore ma da partecipante proprio durante il festival. Per un bambino o un ragazzino è un’emozione forte poter stare in mezzo agli artisti, sentire i loro consigli e poterla condividere con un gruppo di coetanei».

Quali sono i prossimi appuntamenti del Teatro Necessario che consigli di non perdere?
«Credo che ci rivedremo a Natale a Parma, per “Tutti matti sotto Zero”… ma niente anticipazioni!»

 

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