19 Aprile 2016

CURA DELLA SPASTICITÀ, SERVE UN TEAM MULTIDISCIPLINARE

Da / 3 anni fa / Salute / Nessun commento
CURA DELLA SPASTICITÀ, SERVE UN TEAM MULTIDISCIPLINARE

Una malattia che può essere congenita o generata da traumi cerebrali. Al Centro Cardinal Ferrari, percorsi mirati per la riabilitazione di adulti e bambini


Giulio ha solo due anni e già porta sul suo gracile corpo i segni della spasticità, il disturbo dell’attività muscolare che causa contratture esagerate, che possono provocare dolore e deformare gli arti. Luigi ha 65 anni, soffre di spasticità da alcuni anni, come tanti malati di sclerosi multipla. Per lui significa una perdita di coordinazione e forza muscolare con progressiva paralisi. Entrambi convivono con posture obbligate e movimenti incontrollati, disordinati, che agitano il corpo, causando dolore e spasmi ai quali sembra non ci sia fine. Ma per loro negli ultimi decenni si sono sviluppate terapie farmacologiche, fisioterapiche e chirurgiche che riescono a controllare i sintomi e migliorare la qualità della vita.

“Seguiamo bambini e adulti con spasticità – spiega la fisiatra Romina Galvani del Centro Cardinal Ferrari – Sottoponiamo ognuno ad un’attenta valutazione, volta ad individuare l’entità del disturbo e i distretti coinvolti: la spasticità può infatti essere generalizzata, cioè diffusa in tutto il corpo, o focale, quando interessa solo alcuni distretti muscolari”. La causa che scatena la malattia è un danno al sistema nervoso centrale: l’interruzione di alcune vie nervose, che dalla corteccia cerebrale scendono al midollo spinale, deputate al controllo della funzione muscolare. Il danno può essere congenito o secondario a grave trauma o malattia del cervello.

“Oggi l’approccio terapeutico più indicato comprende innanzitutto l’assunzione di farmaci sistemici, che tengono sotto controllo l’aumento patologico del tono muscolare – spiega la specialista –. In abbinamento c’è la fisioterapia di mobilizzazione passiva e l’eventuale applicazione di tutori correttivi degli arti”. Nei casi che poco rispondono alle terapie miorilassanti per bocca, si ricorre alla somministrazione di farmaci mirati, quali le iniezioni intramuscolari di tossina botulinica per la spasticità focale e il Baclofene per via spinale in quella generalizzata. Ove sussista la retrazione dell’arto, si valuta l’approccio chirurgico di allungamento dei tendini.

“Obiettivi delle terapie, a seconda dei casi, sono il miglioramento della funzione motoria, della postura, la riduzione del dolore e la prevenzione delle deformità articolari” aggiunge Galvani. “Infine non dimentichiamo che la spasticità può essere causa non solo di un peggioramento progressivo delle condizioni fisiche, ma anche di isolamento sociale – conclude la specialista – Per questo risulta importante il miglioramento funzionale ed estetico, che soprattutto negli adulti agevola l’accettazione della malattia”. L’approccio terapeutico alla spasticità deve essere multidisciplinare, cioè coinvolgere tutti gli specialisti che possono contribuire ad aumentare il benessere fisico e psicologico della persona malata. Al Centro Cardinal Ferrari l’equipe che si occupa di spasticità, sia nell’età evolutiva che nell’adulto, comprende fisiatri, neurologi, fisioterapisti, terapisti occupazionali, psicologi e, per i bambini, propone anche incontri informativi e di condivisione per i genitori.

Per maggiori informazioni contattare il Centro al numero 0521.820211 o scrivere a info@centrocardinalferrari.it

LEGGI L’ARTICOLO su Il Mese Parma, a pag. 28

 

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